Polvere di stelle, gli archivi storici degli osservatori astronomici italiani

Al termine del 2009, anno internazionale dell’astronomia, grazie ad un finanziamento ottenuto dall’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), il Servizio biblioteche ed archivi dell’Inaf ha avviato un progetto di portale degli archivi storici che contribuisse alla valorizzazione e allo studio del prestigioso patrimonio archivistico e la diffusione della conoscenza scientifica. Verso la fine di giugno 2010 è nato Polvere di stelle (www.archivistorici.inaf.it ), in cui sono confluite le informazioni sugli archivi storici degli osservatori astronomici italiani che fanno parte dell’Istituto nazionale di astrofisica e quello del Dipartimento di astronomia dell’Università di Bologna, custode della tradizione astronomica della città.

Come dichiarato dallo stesso presidente dell’Inaf, prof. Tommaso Maccacaro, nell’introduzione all’opuscolo stampato in occasione della conclusione del progetto, «l’Inaf è il primo istituto scientifico italiano ad aver dato quasi completa attuazione al progetto complessivo di riordino, tutela e valorizzazione del proprio patrimonio storico archivistico».(1)

I dodici osservatori astronomici italiani (2) si erano peraltro posti il problema dell’adeguata conservazione, riordino ed inventariazione dei propri archivi storici già verso il 1980. Un interesse diffuso per la storia della scienza aveva infatti evidenziato, in quegli anni, la necessità di disporre di fonti fino ad allora semisconosciute ma potenzialmente di grande interesse.
Il primo osservatorio ad avere attuato un programma di salvaguardia e valorizzazione del suo archivio è stato, a partire dal 1983, quello di Brera a Milano.

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Osservazioni di Saturno di Schiaparelli, 1875 – Archivio di Brera

 

Gli osservatori pionieri di Torino, Bologna ed Arcetri hanno poi intrapreso operazioni di riordino ed inventariazione di fondi o di schedatura di carteggi scientifici.

 

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Visita del Principe di Piemonte all’osservatorio di Pino Torinese, 1934 – Archivio di Torino

 

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Sezione della Specola Marsiliana progettata da Giovanni Antonio Torri, 1690 ca. – Archivio di Bologna

 

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La nebulosa di Orione disegnata da Tempel, 1861 – Archivio di Arcetri

 

Nel 2000, grazie alla collaborazione tra il Consorzio nazionale per l’astronomia e l’astrofisica, il Ministero per i beni culturali ed ambientali – Ufficio centrale per i beni archivistici e la Società astronomica italiana, prese il via il progetto “Specola 2000”, finalizzato al riordino, all’inventariazione e alla valorizzazione degli archivi storici di tutti gli osservatori astronomici. Ad un accurato censimento hanno fatto seguito i primi elenchi di consistenza e, da lì, è iniziata la lunga strada per la stesura degli inventari.

Il completamento del riordino e l’inventariazione informatizzata dei diversi fondi archivistici permetterà di portare alla luce fonti documentali di straordinaria importanza per comprendere l’evoluzione del pensiero scientifico e per la ricostruzione di vicende della “politica scientifica” in Italia a partire dal XVIII secolo.

 

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 Il conteggio del ciclo solare nel calendario perpetuo 1601-2000, 1830 – Archivio di Capodimonte

 

Diari di osservazioni astronomiche che parlano di notti passate al telescopio, affascinanti disegni di nebulose, comete, pianeti ed altri abitanti del cielo fatti nelle lunghe ore trascorse in cupola, lettere che rivelano il percorso della mente verso straordinarie scoperte scientifiche, resoconti di viaggi, osservazioni meteorologiche che si protraggono ininterrotte per secoli, conti pagati, libri letti, ricette per fare l’inchiostro, ritratti di colleghi mai conosciuti di persona: queste sono alcune delle tipologie documentarie che è possibile ritrovare nei nostri archivi.

 

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Osservazioni di protuberanze solari, 1926 – Archivio di Catania

 

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Le protuberanze solari osservate da Tacchini al Collegio romano, 1885 – Archivio di Roma

 

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Disegni di Maggini del pianeta Marte, 1939 ca. – Archivio di Teramo

 

I documenti conservati negli archivi possono infatti essere di natura scientifica, come i resoconti delle osservazioni o i calcoli astronomici, oppure di carattere amministrativo, come quelli legati al funzionamento ordinario dell’osservatorio.

 

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Disegni dei “puntuti gigli borbonici” fatti sul set de “Il Gattopardo” di Luchino Visconti, 1962 – Archivio di Palermo

 

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Disegno della facciata principale della Specola dell’architetto Cerato, 1770 ca. – Archivio di Padova

 

Nel portale sono state inserite le schede dettagliate degli archivi, la lista e la descrizione delle serie archivistiche possedute e i links agli inventari, ove già conclusi, che rimandano ai siti web di ciascun archivio.

Quello che caratterizza il portale è proprio la scelta di non fermarsi, nella descrizione degli archivi, ai soli “livelli alti”, ma di consentire l’accesso fino alle informazioni dettagliate sui singoli fascicoli (appunto attraverso gli inventari) e, in casi particolari come i carteggi di cui gli archivi astronomici sono particolarmente ricchi, anche alle informazioni sui singoli documenti (attraverso altri strumenti di corredo).

 

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Osservazioni e annotazioni di guerra, 1943 – Archivio di Cagliari

 

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La torretta dell’osservatorio marittimo di Trieste, 1910 ca. – Archivio di Trieste

 

Poiché i vari inventari sono stati realizzati con programmi diversi (MsWord, MsAccess, Sesamo), il prossimo obiettivo del Servizio Biblioteche e Archivi dell’Inaf è la conversione degli inventari in un unico formato, che consenta l’interrogazione simultanea dei vari archivi attraverso un’unica piattaforma accessibile da web.

 

 

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(1) Mauro Gargano, Antonella Gasperini, Agnese Mandrino (a cura di), Polvere di stelle, gli archivi storici degli Osservatori astronomici italiani, Napoli, stampa Rossi, 2010.
(2) In Italia esistono 12 Osservatori astronomici professionali: Arcetri (Firenze), Bologna, Brera (Milano), Cagliari, Capodimonte (Napoli), Catania, Padova, Palermo, Roma, Teramo, Torino (Pino Torinese), Trieste. Dal 2001 sono confluiti nell’Istituto nazionale di astrofisica insieme ad alcuni istituti del Consiglio nazionale delle ricerche (Istituto di radioastronomia, Istituto di astrofisica spaziale e fisica cosmica e Istituto di fisica dello spazio interplanetario).

 

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    By: Luisa Schiavone

    Luisa Schiavone è la Responsabile del Servizio Biblioteche e Archivi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, oltre che della Biblioteca e dell’Archivio storico dell’osservatorio astronomico di Torino.

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