Una presentazione dei fondi e delle attività degli Archivi storici dell’Unione europea di Firenze

  1. 1. Le origini e la sede

Gli Archivi storici dell’Unione europea sono stati aperti agli studiosi a Firenze nel 1986 in seguito alla decisione presa nel 1983 dalla Comunità europea del Carbone e dell’Acciaio e dal Consiglio dei Ministri della Comunità europea di aprire i loro archivi al pubblico. Un anno dopo la Commissione europea e l’Istituto universitario europeo di Fiesole (Firenze) hanno firmato una convenzione che prevedeva l’apertura a Firenze degli Archivi storici delle Comunità europee. Nel 2008, un nuovo accordo firmato tra gli Archivi e la Commissione europea ha confermato il ruolo degli Archivi storici dell’Unione europea di collettore finale di tutti i documenti di rilevanza storica (cioè trascorsi trent’anni dalla loro creazione) prodotti dalle istituzioni europee (Commissione, Consiglio dei Ministri, Parlamento, Comitato economico e sociale, Corte dei Conti, Banca europea per gli Investimenti)[1].

Gli Archivi storici dell’UE sono parte integrante del campus dell’Istituto universitario europeo fondato nel 1972 dai paesi membri fondatori delle Comunità europee. L’Istituto ha aperto i propri corsi dottorali e post dottorali nel 1976 nei seguenti ambiti di studio: Scienze politiche e sociali, Storia e Civiltà, Legge, Economia ciascuno rispondente ad un dipartimento. Affiancano i quattro dipartimenti il Robert Schuman Centre for Advanced Studies e il Max Weber Programme for Post-doctoral Studies.

Gli Archivi storici dell’UE sono ospitati, dal novembre 2012, nella nuova sede di Villa Salviati (via Bolognese, 156, Firenze). Villa Salviati, conosciuta anche come Villa del Ponte alla Badia, prende il nome dai suoi proprietari più conosciuti, la famiglia Salviati che acquistò la proprietà nel 1445. La Villa è circondata da quattordici ettari di giardino in minima parte all’italiana e per la restante parte all’inglese. I nuovi locali sono stati completamente ristrutturati secondo le normative vigenti e dotati di undici chilometri di scaffalature.

In questa nuova e prestigiosa location gli Archivi hanno la possibilità di offrire ai ricercatori un gran numero di strutture e servizi.

I nuovi magazzini ipogei accolgono al momento 5.000 ml di documenti cartacei, inoltre il ricercatore può avvalersi di 377 interviste raccolte nel corso di svariati progetti di storia orale che hanno visti coinvolti gli Archivi come promotore o partner.

Al momento oltre 12.000 documenti sono stati scansionati e resi disponibili attraverso Internet. Ogni anno il sito web degli Archivi riceve oltre un milione di contatti, mentre ogni anno 35.000 files digitali vanno a integrare la banca dati degli Archivi.

 

  1. 2. I versamenti delle istituzioni europee

Gli Archivi storici dell’UE hanno come mission istituzionale di raccogliere in un unico sito e aprire ai ricercatori i documenti con più di trent’anni provenienti dalle diverse istituzioni dell’attuale Unione europea e dagli organi che l’hanno preceduta. Gli Archivi hanno ricevuto i primi versamenti da parte delle istituzioni europee nel 1986 fino a raggiungere l’estensione di 5.000 ml suddivisi in 3.600 provenienti da versamenti istituzionali e 1.400 da depositi privati e collezioni. Ogni anno le istituzioni dell’Unione europea versano agli Archivi fino a 10.000 nuovi documenti. Grazie a un emendamento al regolamento n. 354/83 tutte le istituzioni europee sono tenute a versare i loro documenti storici agli Archivi storici dell’UE di Firenze; una deroga a questa regola permette alla Corte di Giustizia e alla Banca centrale europea di procedere autonomamente ai versamenti. Non hanno ovviamente versato ancora alcun documento le istituzioni create dal Trattato di Maastricht (1992) come il Comitato delle Regioni o il Mediatore europeo. Queste strutture procederanno al loro primo versamento di documentazione archivistica a Firenze alla scadenza del trentesimo anno dalla loro creazione (2022).

Nella banca dati degli Archivi sono stati inseriti fino ad oggi oltre 200.000 files.

Il fondo del Parlamento europeo comprende documenti che vanno dal 1951 al 1999 per un totale di 85.000 pezzi cartacei. Attraverso le carte è possibile seguire lo sviluppo del Parlamento da Assemblea Comune della CECA (1951) ad Assemblea parlamentare europea (1958) a Parlamento europeo non eletto ma nominato (1962) fino al Parlamento europeo votato dai cittadini (1979). La documentazione è costituita da documenti provenienti dalle commissioni, mozioni, questioni scritte, minute di sedute plenarie, riunioni congiunte del PE e dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Altri documenti, sebbene in misura minore, illustrano il lavoro dell’Assemblea parlamentare della CECA e i lavori preparatori dell’Assemblea ad hoc incaricata di stilare il progetto di Comunità politica europea. Un altro nucleo di documentazione proviene dalla raccolta di ritagli stampa del PE; si tratta di circa 3.000 unità che coprono gli anni 1956-1992.

Il fondo relativo al Consiglio dei Ministri include 27.000 documenti cartacei che coprono gli anni 1951-1974. Le carte raccontano le vicende del Consiglio fin da quando questo si chiamava Consiglio speciale dei Ministri per il Carbone e per l’Acciaio (1951) fino al 1957 con la nascita – seguita ai Trattati di Roma – dei Consigli della Comunità economica europea e della Comunità europea per l’Energia atomica fino al Trattato di fusione degli esecutivi (1967). I documenti contengono minute delle riunioni e decisioni del Comitato permanente dei Rappresentanti degli Stati membri (COREPER). Altri documenti riguardano i dossier di lavoro del Segretariato generale del Consiglio; essi rivestono una particolare importanza per quel che riguarda l’organizzazione interna del lavoro, le relazioni con altre istituzioni e strutture e i documenti di lavoro sui temi che il Consiglio ha, di volta in volta, trattato: cooperazione economica, trasporti, agricoltura, energia (anche nucleare), mercato comune, tariffe, politiche sociali. Una serie speciale è dedicata al Comitato intergovernativo presieduto da Paul-Henri Spaak col compito di preparare i negoziati che porteranno all’approvazione dei Trattati di Roma. Ugualmente ben documentata è la vicenda della cosiddetta “sedia vuota” (1965), quando il Generale de Gaulle impose alla delegazione francese di lasciare il proprio posto nel Consiglio fino alla ripresa dei lavori con il “compromesso di Lussemburgo” (1966).

Il fondo della Commissione europea copre gli anni che vanno dal 1950 al 1983 per una consistenza totale di 55.000 unità archivistiche. Anche in questo caso la prima parte del fondo ha attinenza con l’Alta Autorità del Carbone e dell’Acciaio (1951) seguita dai documenti della Comunità economica europea e della Comunità europea per l’Energia atomica (1957) fino al Trattato di fusione degli esecutivi (1967). Il loro contenuto riguarda per lo più minute di riunioni della Commissione e documenti di lavoro provenienti dalle varie Direzioni generali; questi ultimi comprendono note, memoranda, corrispondenza sui lavori della Commissione e sui suoi rapporti con altre istituzioni o Stati membri.

La Corte dei Conti – divenuta un’istituzione dell’UE solo col Trattato di Maastricht – è rappresentata da un fondo che comprende circa 7.000 documenti che coprono gli anni che vanno dal 1975 al 1992 tra i quali è possibile rintracciare rapporti annuali, rapporti speciali su questioni specifiche e decisioni della Corte. A fianco di questi documenti principali vi sono anche rapporti e corrispondenza dei giudici dal 1977 al 1992.

Il Consiglio economico e sociale (CES), previsto dai Trattati di Roma come organo consultivo comprendente le diverse categorie economiche e i differenti gruppi d’interesse, ha depositato anch’esso i suoi documenti a Firenze. Il materiale copre il periodo 1958-1976 e comprende principalmente i documenti relativi alle sessioni del Comitato con un’attenzione particolare alla politica sociale, all’agricoltura e ai trasporti.

La Banca europea degli Investimenti (BEI), creata dai Trattati di Roma, con sede prima a Bruxelles e attualmente a Lussemburgo, ha lo scopo di contribuire allo sviluppo e alla coesione economica e sociale dei paesi membri. Il correlato fondo archivistico comprende al momento 1.164 documenti che spaziano su un arco di tempo che va dal 1956 al 2004. Le tipologie documentarie vanno da documenti che illustrano la fase preparatoria dell’attività dell’istituzione alle minute del Consiglio d’amministrazione della Banca dal 1958 al 1980. Altre carte presenti nel fondo documentano le relazioni della BEI con gli Stati membri, i rapporti con le altre istituzioni finanziarie, una serie di documenti su aiuti distribuiti dalla Banca fra il 1958 e il 1980, documentazione a stampa (studi e articoli) e infine la documentazione archivistica relativa a 25 progetti finanziati dalla BEI fra il 1959 e il 1971.

Chiude la serie dei versamenti istituzionali l’archivio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) con sede a Salonicco. Il Cedefop è una delle oltre trenta agenzie dell’Unione europea che si occupano di sviluppare e dare attuazione alle diverse politiche dell’Unione europea. I suoi archivi coprono gli anni 1963-1990 con la presenza di documenti provenienti dai principali organismi della struttura.

 

  1. 3. I depositi individuali

Dal 1987 gli Archivi hanno preso la decisione di affiancare alla documentazione archivistica ufficiale un ampio progetto per il recupero di fondi archivistici privati riguardanti personalità, movimenti e associazioni attive, a vario titolo, nel sostegno e nello studio del processo d’integrazione europea.

I fondi privati conservati a Firenze dagli Archivi storici dell’UE sono oltre settanta. Si possono suddividere in fondi di personalità, di associazioni e di movimenti.

Tra i primi vanno almeno citati gli archivi di uomini politici di primo piano come Alcide de Gasperi, Walter Hallstein e Paul-Henri Spaak, di alti funzionari delle istituzioni europee (almeno per una parte della loro vita) come Altiero Spinelli, Pierre Uri, Franco Maria Malfatti, Piero Malvestiti, Emile Noël, Lionello Levi Sandri, Albert Coppé, Edoardo Martino, François-Xavier Ortoli, Carlo Scarascia Mugnozza, Klaus Meyer, Christopher Audland, Angel Viñas o ancora, intellettuali e militanti come Alexandre Marc, Ernesto Rossi, Max Kohnstamm, Enzo Enriques Agnoletti, Claus Schöndube e Pier Virgilio Dastoli.

Tra le acquisizioni più recenti, sono da ricordare le carte di Robert Toulemon, François Lamoureux, Hans August Lücker, Jean-Pierre Gouzy e Georg Pröpstl.

Ecco un riepilogo dei fondi di personalità conservati presso gli Archivi Storici dell’UE

 

Gordon Adam (GA) Jean-Pierre Gouzy (JPG) Georg Pröpstl (GP)
Christopher Audland (CA) Jules Guéron (JG) Michel Richonnier (MR)
Pierre Auger (PA) Etienne Hirsch (EH Raymond Rifflet (RR)
Fabrizia Baduel Glorioso (FBG) Uwe Kitzinger/Noël Salter ((UWK/NS) Ernesto Rossi (ER)
Bocklet Report (BR) Max Kohnstamm (MK)) Carlo Scarascia Mugnozza (CSM)
Hendrik de Bruijn (HB) François Lamoureux (FL) Claus Schöndube (CS)
Henri Cartan (HC) Lionello Levi Sandri (LLS) Paul-Henri Spaak (PHS)
Albert Leon Coppé (ALC) Ivan Matteo Lombardo (IML) Altiero Spinelli (AS)
André Darteil (AD) Hans August Lücker (HALK) Roland Tavitian (RTA)
Pier Virgilio Dastoli (PVD) Franco Maria Malfatti (FMM) Robert Toulemon (RTO)
Alcide De Gasperi (ADG) Piero Malvestiti (PM) Michael Tracy (MT)
Pierre Debest (PDE) Alexandre Marc (AM) Robert Triffin (RT)
Fernand Dehousse (FD) Edoardo Martino (EM) Pierre Uri (PU)
Fausta Deshormes La Valle (FDLV) Klaus Meyer (KM) Helmut von Verschuer (HVV)
Philippe Deshormes (PD) Otto Molden (OM) Angel Viñas (AV)
Enzo Enriques Agnoletti (EEA) Lorenzo Natali (LN) Helen Wallace (HW)
Paolo Maria Falcone (PF) Emile Noël (EN) Orlof Zimmermann (OZ)
Emanuele Gazzo (EG) Bino Olivi (BO)
Enrico Gibellieri (EGI) François-Xavier Ortoli (FXO)
Helmut Goetz (HG) Tommaso Padoa Schioppa (TPS)
Albert-Marie Gordiani (AMG) Romano Prodi (RP)

 

  1. 4. I depositi di movimenti, associazioni, gruppi politici e organizzazioni internazionali non comunitarie

Un altro ricco raggruppamento tra gli archivi presenti a Firenze è quello che interessa le carte di movimenti e associazioni che hanno lavorato o sono ancora attive per promuovere l’ideale dell’integrazione europea.

Tra queste vi sono l’Unione europea dei federalisti, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, l’Associazione europea degli Insegnanti, il Movimento federalista europeo, il Movimento europeo internazionale, la Lega europea di Cooperazione economica, la Gioventù federalista europea, il Consiglio dei Comitati europei della Gioventù, l’Ufficio di coordinamento delle Organizzazioni giovanili internazionali, il Centro internazionale di Formazione europea.

Due dei tre maggiori gruppi politici presenti al Parlamento europeo hanno deciso che fossero gli Archivi storici dell’UE a conservare la memoria storica della loro azione: il Gruppo socialista al PE (GSPE) e quello liberale (ALDE); vi è anche un piccolo nucleo documentario riferibile al gruppo dei Verdi al PE (GRAEL). Tutti questi gruppi politici hanno scelto in piena autonomia di depositare le loro carte a Firenze in quanto soggetti di diritto privato.

L’ultima partizione di questo settore di fondi riguarda le carte delle organizzazioni internazionali non comunitarie. Gli Archivi accolgono le carte dell’Organizzazione per la Cooperazione economica europea (OEEC), dell’Agenzia spaziale europea (ESA), dell’Assemblea parlamentare dell’Unione europea occidentale (WEU) e dell’Istituto universitario europeo (EUI).

 

Assemblea dell’Unione europea occidentale (WEU) Gruppo dei Verdi al PE (GRAEL)
Conferenza delle Regioni del Nord-Ovest dell’Europa (CRNO) Gruppo dei Socialisti al PE (GSPE)
Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE) Gruppo dei Liberali al PE (ALDE)
Consiglio dei Comitati europei della Gioventù (CENYC) Agenzia spaziale europea (ESA)
Associazione europea degli Insegnanti (AEDE) Organizzazione francese del Movimento europeo (OFME)
l’Ufficio di coordinamento delle Organizzazioni giovanili internazionali (BEC) Centro internazionale di Formazione europea (CIFE)
Movimento federalista europeo (MFE) Organizzazione europea per la Cooperazione economica (OEEC)
Movimento federalista europeo, Sezione francese (MFE/F) Unione europea dei federalisti (UEF)
Lega europea di Cooperazione economica (LECE) Gioventù federalista europea (JEF)
Movimento europeo internazionale (ME) Istituto universitario europeo (EUI)

 

 

  1. 5. Le collezioni e gli archivi posseduti in copia

Col passare del tempo, gli Archivi storici dell’UE hanno messo insieme una ricca collezione di documenti provenienti da archivi europei e americani per donazione o per acquisto.

Si è cominciato a raccogliere la documentazione presente negli archivi nazionali e degli Affari esteri dei principali paesi che hanno sottoscritto nel 1951 il Trattato di Parigi (Piano Schuman), più avanti si è passati ai Trattati di Roma (1957) e al primo allargamento (1973).

Altre collezioni riguardano i documenti americani provenienti dai National Archives and Records Administration (NARA), documenti diversi riguardanti la carriera di Jean Monnet o l’attività concertata dai ministeri francesi in relazione ad argomenti d’interesse europeo (Fondo del Segretariato generale del Comitato interministeriale per gli affari legati alla cooperazione economica europea).

 

Collezione Ministero francese degli Affari esteri (MAEF) Fonti americane su Jean Monnet (JMAS)
Materiale di ricerca Friedrichs Jörg (JFRM) Fonti Duchêne su Jean Monnet (JMDS)
Segretariato generale del Comitato interministeriale per gli affari legati alla cooperazione economica europea (SGCICEE) Fonti Lord Perth su Jean Monnet (JMPS)
Collezione Ministero tedesco degli Affari esteri (AA/PA) Collezione Walter Lipgens
Collezione Walter Hallstein (WH) Collezione William O. Lock (WOL)
Unione internazionale paneuropea (PAN/EU) Collezione Jean Mussard (JM)
Reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER) Collezione National Archives and Records Administration (NARA)
Collezione Ministero italiano degli Affari esteri (MAEI) Collezione Johannes Westhoff

 

  1. 6. Le collezioni di storia orale

Ormai da molti anni gli Archivi storici dell’UE si sono attrezzati per ospitare testimonianze rilasciate a fini di ricerca da uomini politici e alti funzionari coinvolti a vario titolo nelle vicende dell’integrazione europea.

Al momento sono conservate a Firenze 377 interviste, tra le quali sono da ricordare quelle facenti parte di due programmi promossi dalla Commissione europea, le interviste raccolte da François Duchêne su Jean Monnet e quelle prodotte nel quadro di ricerche condotte dall’EUI e dall’Agenzia spaziale europea.

Il programma “Voci sull’Europa” sull’integrazione e la cooperazione europea è stato lanciato a nome della Commissione da una serie di storici europei titolari di cattedre Jean Monnet col supporto degli Archivi storici dell’UE. Esso include le trascrizioni di 104 interviste concesse da politici, diplomatici e alti funzionari di otto paesi membri.

Il programma “La Commissione europea 1958-1972 – Memorie di un’istituzione” è stato varato in occasione della preparazione del volume La Commissione europea 1958-1972, pubblicato a cura dell’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali della Comunità europea nel 2007. Il programma è partito sotto la direzione del Professor Michel Dumoulin dell’Università cattolica di Lovanio ed è stato portato a termine da un’équipe internazionale di storici. Comprende le trascrizioni di 113 interviste concesse da alti funzionari della Commissione attualmente non più in servizio.

Il programma “Jean Monnet, statista dell’interdipendenza” è stato portato a termine dal Professor François Duchêne tra il 1987 e il 1991. E’ costituito dalle trascrizioni di 64 interviste con personalità che hanno lavorato con Monnet o che l’hanno conosciuto.

La collezione di interviste prodotte dall’EUI riguarda iniziative diverse prese nell’ambito dei progetti di ricerca dell’Istituto con una particolare attenzione agli aspetti politico-istituzionali ed economici.

La collezione di storia orale su “L’Europa nello spazio” raggruppa testimonianze sulle esperienze di collaborazione scientifica in ambito europeo sul tema della ricerca spaziale. Gli argomenti toccati sono l’osservazione terrestre, i satelliti meteorologici e da telecomunicazioni, le missioni nello spazio, il trasferimento di tecnologia, la cooperazione internazionale nel settore aerospaziale.

Nella tabella qua sotto sono riportate le interviste ai protagonisti italiani del programma “Voci sull’Europa”. Le trascrizioni di tutti i programmi d’interviste sono disponibili sul sito degli Archivi storici dell’UE all’indirizzo http://www.eui.eu/HAEU/EN/OralHistory.asp

 

Giulio Andreotti Dionigi Coppo Filippo Maria Pandolfi Carlo Savoini
Angelo Bernassola Paolo Maria Fasella Giuseppe Petrilli Carlo Scarascia Mugnozza
Bruno Bottai Walter Gardini Aride Rossi
Luigi Caligaris Enzo Giacchero Antonio Ruberti
Umberto Cappuzzo Franco Nobili Carlo Russo

 

  1. 7. Le collezioni audio e video

Le collezioni audio e video rappresentano ormai un giacimento di primaria importanza per lo studio del processo d’integrazione europea. Nel loro complesso, gli Archivi storici dell’UE detengono oltre 11.000 fotografie e svariate centinaia di registrazioni audio e video distribuite nei vari fondi.

Le foto e le registrazioni riguardano lo svolgimento delle attività ufficiali delle istituzioni europee, ma anche campagne ed eventi organizzati da movimenti pro europei, foto di uomini politici e funzionari europei ripresi durante lo svolgimento delle proprie funzioni e in momenti privati, missioni dell’Agenzia spaziale europea e infine, momenti di vita dell’Istituto universitario europeo.

Tra i fondi privati si segnalano per la ricchezza delle foto che vi sono conservate, Romano Prodi e François-Xavier Ortoli. Ognuno di questi due fondi privati contiene oltre 2.000 foto. Altri fondi come quello del giornalista e militante federalista tedesco Claus Schöndube conservano foto e materiale vario di propaganda (manifesti, locandine, volantini, opuscoli).

Per rendere accessibile ai ricercatori questo materiale, gli Archivi storici dell’UE stanno procedendo alla digitalizzazione di tutto il patrimonio fotografico. I primi risultati di questo grande progetto dovrebbero essere disponibili all’inizio del 2014.

 

  1. 8. Gli archivi digitali

Gli Archivi storici dell’UE sono passati da un sistema proprietario ad un sistema aperto che presenterà gli inventari on line secondo gli standard descrittivi dell’International Standard of Archival Description ISAD(G).

Gli Archivi storici dell’UE sono presenti su Internet fin dal 1993. Da questa data si sono succedute numerose versioni del sito ancora recuperabili all’indirizzo www.eui.eu/HistArchives

La digitalizzazione del patrimonio archivistico a scopo di consultazione e salvaguardia è parte integrante del programma di lavoro degli Archivi per i prossimi anni. Il primo fondo è stato digitalizzato nel 2008, attualmente sono undici gli archivi privati digitalizzati e disponibili on line sul sito degli Archivi http://www.eui.eu/HAEU/Lfonds/dep.asp

I fondi digitalizzati sono al momento i seguenti: Christopher Audland, André Darteil, Pierre Debest, Lionello Levi Sandri, Franco Maria Malfatti, Klaus Meyer, Emile Noël, François-Xavier Ortoli, Raymond Rifflet, Paul-Henri Spaak, Altiero Spinelli.

Anche le istituzioni europee hanno cominciato il processo di digitalizzazione dei propri archivi. A Firenze sono ormai disponibili oltre 12.000 documenti sotto forma di files digitali. Il numero di questi ultimi sta rapidamente crescendo grazie all’accordo stretto dagli Archivi storici dell’UE con i servizi d’archivio delle istituzioni versanti.

Anche per i documenti digitally-born gli Archivi hanno adottato misure atte a fronteggiare il rapido incremento di questo tipo di materiale. Un deposito digitale già pienamente operativo è pronto ad accogliere documenti di questo tipo.

  1.  
  2. 9. La biblioteca

La biblioteca degli Archivi storici dell’UE conta oltre 20.000 volumi. Tra questi vi è la biblioteca personale del Senatore ed ex direttore della rivista “Il Ponte” Enzo Enriques Agnoletti, una collezione di pubblicazioni dell’UE, la serie delle discussioni del PE e documenti prodotti dalle sue sedute, la collezione della Gazzetta ufficiale dell’UE dal 1952.

Si segnala anche un centinaio di tesi magistrali e dottorali condotte negli ultimi vent’anni per lo più sui fondi conservati in archivio.

Gli Archivi storici dell’UE sono inoltre uno dei siti che ospitano la collezione DORIE (European Commission’s Documentation and Research on European Institutional Issues Collection) che comprende circa 170.000 documenti. Questa collezione digitalizzata contiene documenti come estratti di atti legali, minute di riunioni, articoli e ritagli di stampa, discorsi di leaders europei, documenti di lavoro interni alla Commissione europea.

Un’altra collezione comprende (su carta o microfiche) il bollettino “Agence Europe”, mentre specifici accordi con i licenziatari consentono l’accesso alla banca dati dell’US Declassified Documents Reference System (DDRS) che permette di visionare documenti dell’amministrazione americana dal 1945 al 1980 resi disponibili in base al Freedom of Information Act, alla banca dati del Digital National Security Archive (DNSA) che permette l’accesso ad oltre 80.000 documenti americani declassificati e a quella dei Documents on British Foreign Policy (DBPO).

 

10. La cooperazione con le istituzioni e i cittadini

Gli Archivi storici dell’UE propongono un’ampia offerta di attività pedagogiche e culturali a chi voglia approfondire i temi legati all’integrazione europea (cittadini, studenti universitari, bambini in età scolare).

Gli eventi culturali consistono in giornate a “porte aperte” in cui Villa Salviati e i suoi giardini storici sono aperti al pubblico con la possibilità di effettuare visite guidate.

Per i bambini più piccoli (di età compresa fra i 7 e i 10 anni) è stato varato il progetto Sotto una buona stella che prevede una mezza giornata di visita comprendente la sala di lettura e i giardini di Villa Salviati. Per gli studenti più grandi sono previste attività come workshops, giochi di ruolo e dibattiti su argomenti come la pace, l’immigrazione e la cittadinanza.

I progetti accademici comprendono workshops e seminari della durata di mezza giornata sui metodi d’archiviazione con un focus orientato sulla storia e la politica dell’Europa contemporanea. Queste attività sono rivolte ad un pubblico di studenti universitari di storia e scienze sociali e includono dibattiti sulla base dei documenti conservati in archivio.

Il 29 novembre 2013 è stato organizzata, in collaborazione con l’Istituto Sturzo, una giornata di studi su “La politica europea e italiana di Piero Malvestiti” in occasione dell’apertura al pubblico dell’archivio dell’uomo politico democristiano i cui originali sono stati depositati dalla famiglia all’Istituto Sturzo di Roma e che ora si trovano in copia digitale anche presso gli Archivi storici dell’UE.

Recentemente è stata fondata la Friends of the Archives Association con lo scopo d’incrementare la ricerca presso gli Archivi storici dell’UE, organizzare conferenze accademiche e aumentare il numero dei depositi privati depositati presso gli Archivi.

Il training professionale riservato a giovani archivisti si concretizza in workshops di mezza giornata per studenti di archivistica organizzati in collaborazione con la Scuola di Archivistica dell’Archivio di Stato di Firenze. Oltre a questo, gli Archivi offrono programmi dedicati a stages da effettuarsi in Archivio.

L’attività di cooperazione internazionale riguarda la partecipazione degli Archivi storici dell’UE a un progetto coordinato dallo Huygens ING Institute dell’Aia per la pubblicazione delle fonti primarie sulla storia dell’integrazione europea dalla seconda guerra mondiale e al progetto European Union Diplomatic Archives Group (EUDIA) di cui ospita la banca dati sull’integrazione europea, una fonte indispensabile per conoscere le fonti conservate negli archivi nazionali e dei Ministeri degli Affari esteri.

 

 


[1] J.-M. Palayret, Le fonti storiche dell’Unione europea, in Il pane della ricerca a cura di M. De Nicolò, Roma, Viella, 2012, pp. 71-77.

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    By: Andreaa Becherucci

    Andrea Becherucci, lavora come archivista presso gli Archivi Storici dell’Unione Europea (Istituto Universitario Europeo) di Firenze. E’ autore di numerosi saggi e articoli riguardanti in particolare partiti ed esponenti dell’aria laica e liberaldemocratica, la storia del Partito d’azione, i rapporti tra politica e cultura, il federalismo europeo, la politica sociale europea. Ha curato i volumi Archivio Gaetano Salvemini. Inventario della corrispondenza, Bologna, 2007; “Giustizia e libertà restano gli imperativi etici”. Per una bibliografia degli scritti di Gaetano Arfé, Milano, 2012

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