“L’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria ha chiuso il suo account[1]”. La Prima Guerra mondiale in internet.

Abstract

 

1. “La prima guerra mondiale in internet”

Il centesimo anniversario dello scoppio della prima guerra mondiale appartiene alle ricorrenze storiche, che per la prima volta hanno luogo in modo rilevante anche in internet. Oltre a numerose nuove pubblicazioni di libri, rievocazioni, mostre e resoconti dei media, in tutto il mondo spuntano come funghi numerosi progetti online sulla prima guerra mondiale. Questi con ogni probabilità saranno seguiti durante le successive ricorrenze fino al 2018 da ulteriori numerosi progetti. A causa di questa quantità d’iniziative non più controllabile il tema “prima guerra mondiale digitale” risulta essere poco rappresentabile in modo esaustivo nella sua interezza. Diversamente bisognerebbe tentare di ricavare alcune categorie principali così come dei Trends, contestualmente alle possibilità e ai rischi del caso, e presentarli sulla basa di alcuni esempi scelti, secondo il procedimento della pars pro toto. Questo articolo si concentrerà su progetti in corso in lingua tedesca e inglese.

In linea di massima si offre all’osservatore un ampio spettro di progetti digitali sulla prima guerra mondiale, orientato verso differenti obiettivi e che può essere diviso in modo approssimativo in quattro categorie principali: raccolte digitali, mostre virtuali, pubblicazioni online e naturalmente progetti interattivi e Social Media. Queste numerose iniziative saranno accompagnate da specifici portali informativi[2], numerose raccolte di link e guide web[3], ed anche weblogs[4], i quali raccorderanno, struttureranno e in parte commenteranno le variegate offerte. Sebbene questi non siano esaustivi, mostrano in ogni caso la poliedricità e la copiosità dei progetti.

2. Raccolte digitali

Decisamente abbondante nell’ambito delle nuove offerte web sulla prima guerra mondiale sono i progetti di digitalizzazione. In occasione del centenario dello scoppio della prima guerra mondiale molte istituzioni hanno avviato una rielaborazione delle loro raccolte sulla prima guerra mondiale allo scopo di presentarle in internet in formato moderno. Così per esempio il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha avviato il portale “1418 – Documenti e immagini della grande guerra”[5], con documenti ed immagini digitalizzate relativi alla prima guerra mondiale.

Tra i progetti più grandi relativi a questo tema va annoverata anche la digitalizzazione di 1,5 milioni di pagine dell’inglese unit war diaries fatta dalla National Archives di Kew. In questo caso una tendenza relativamente nuova è che il pubblico è chiamato nell’ambito della ” Operation War Diary”, ad etichettare i materiali d’archivio digitalizzati[6]. I cittadini in questo modo possono essi stessi trasformarsi in ricercatori, ovvero Citizen Historian[7].

L’impostazione del “Crowd-Sourcings”[8] è attualmente proposta anche dal progetto attualmente più grande per ciò che riguarda la prima guerra mondiale: “Europeana 1914-1918”[9]. “Europeana” offre la possibilità alle famiglie di tutta Europa di digitalizzare e pubblicare online alcune lettere, fotografie e altri ricordi di guerra ad oggi ancora inediti. Ad oggi hanno partecipato utenti da 12 paesi mettendo a disposizione ca. 90.000 oggetti. Insieme ai cittadini partecipano al progetto internazionale di digitalizzazione 12 istituzioni culturali, prevalentemente biblioteche nazionali da otto paesi, con lo scopo di rendere disponibili online ca. 400.000 significative fonti sulla prima guerra mondiale.

Queste dovrebbero mostrare un ampio spettro della realtà del fronte e del “homefront”durante il periodo compreso tra 1914 e 1918. Tra i materiali sono documentati libri per bambini e libri di scuola, libri di cucina di guerra, letteratura a carattere religioso, lettere e cartoline di guerra personali, diari e foto ed anche volantini, pamphlet, cartine, partiture, giornali di trincea, letteratura d’intrattenimento per prigionieri, indicazioni ai soldati al fronte per sopravvivere e in modo esemplare anche alcuni oggetti museali quali distintivi, monete e uniforme militari. Progetti come questo hanno contribuito rapidamente a rendere la prima guerra mondiale un evento storico, che almeno per ciò che riguarda l’Europa risulta documentato da un’enorme quantità di fonti digitalizzate. Una carenza di molti progetti di digitalizzazione è in ogni caso quella relativa alla pubblicazione di materiale senza commento e privo di contesto, che complica la loro ricerca.

Nel caso degli unit war diaries digitalizzati la catalogazione è ancora un “work in progress”. Nel caso di “Europeana 1914-1918”le parole chiave assegnate sono ancora elementari e generiche[10]. La stessa cosa può dirsi per la ricerca. Le fonti scritte sono difficili da leggere e dovrebbero essere trascritte e rese leggibili[11]. Questi fattori, insieme alla grande quantità di materiale, possono condurre un generico utente a non potersi orientare e a non poter ordinae  e contestualizzare il materiale rinvenuto. In questo senso i progetti di digitalizzazione presentano una falla, che in parte sarà chiusa da mostre virtuali e pubblicazioni online.

 

3. Mostre virtuali 

Le mostre online sulla prima guerra mondiale sviluppate da “Europeana Exhibitions” [12] suggeriscono per esempio percorsi attraverso il materiale digitalizzato nell’ambito di “Europeana” ed offrono brevi notizie sul contesto. In modo analogo la Deutsche Nationalbibliothek ha reso visibile online la collezione di guerra digitalizzata della ex Deutsche Bücherei di Lipsia nell’ambito della mostra virtuale “100 Jahre Erster Weltkrieg”[13]. A riguardo saranno offerte insieme a informazioni sulle collezioni di guerra anche chiarimenti sul ruolo dei Media nella guerra, soprattutto sul ruolo della propaganda. L’accesso avviene su base cronologica ed alfabetica. Un ulteriore esempio per una mostra virtuale riuscita è “Der Erste Weltkrieg und das Ende der Habsburgermonarchie”[14], realizzata dalla Schloß Schönbrunn Kultur- und Betriebsgesellschaft. Insieme ai singoli temi con sottocapitoli sono offerte una mediateca, carte territoriali interattive, così come una soffitta virtuale con oggetti ricordo da trovare. La pagina è stata premiata con l’ “Erasmus EuroMedia Seal of Approval“ e con l’ “Erasmus EuroMedia Special Award for Outstanding Didactical Conception in Commemoration of 100 Years of First World War”

 

4. Pubblicazioni online

Anche le pubblicazioni online si scontrano in parte nelle falle lasciate dai grandi progetti di digitalizzazione. La British Library ha combinato nel suo portale “World War One” oltre 500 fonti storiche con oltre 50 articoli di sintesi scritti da autorevoli esperti[15]. Il progetto “Russia’s Great War & Revolution“[16], curato da un gruppo di più di 40 ricercatori internazionali, con sezioni quali “Military Affairs“, “International Affairs” oppure “Culture”, si dedica in ciascuno degli articolo redatti dagli esperti alla storia fino ad oggi trascurata della prima guerra mondiale in Russia. La pubblicazione online è qui un sottoprodotto della pubblicazione in stampa. Il potenziale del pubblicare online, quale ad esempio la consegna di articoli con materiale multimediale oppure con link esterni, rimane praticamente inutilizzato.

Differente si presenta invece quello che è fino ad ora il più grande e vasto progetto di pubblicazione sulla prima guerra mondiale: “1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War”[17],  realizzato da più di 1000 partecipanti da 50 paesi con ca. 7000 pagine di testo pubblicate. Il progetto è realizzato dalla Freie Universität Berlin insieme alla Bayerischen Staatsbibliothek di Monaco di Baviera ed altri 26 partner di 13 paesi. L’accesso libero e gratuito all’enciclopedia online offre una completa rappresentazione della prima guerra mondiale in una prospettiva globale. L’enciclopedia offre tre possibilità di accesso principali: una cronologica, una secondo sei differenti tematiche quali Pre-war, Violence, Power, Media, Home Front e Post-war ed un’ultima di tipo geografico con l’ausilio di una carta del pianeta. L’enciclopedia si articola in due parti principali: una parte manualistica con articoli di sintesi su determinati temi e regioni ed una parte enciclopedica con brevi voci relative a persone chiave, accadimenti, oggetti oppure luoghi della prima guerra mondiale. I contributi sono uniti tra loro da link, grazie ai quali l’utente può in modo semplice navigare attraverso l’intera enciclopedia. Questi oltre al testo offrono anche ulteriore materiale informativo quale immagini e materiale audio, video e cartografico e sono collegati attraverso dei link esterni con significative risorse online. Tra questi vi sono anche link con materiale digitalizzato di “Europeana”. “1914-1918-online” raccoglie in questo modo informazioni disperse, disponibili online, su determinati temi della prima guerra mondiale.

Tutti gli articoli sono sottoposti quindi ad una Peer Review di doppio livello, tenuto che il progetto oltre che ad un pubblico esperto è indirizzato anche ad utenti che ricercano informazioni sulla prima guerra mondiale veritiere, scientificamente fondate ed attuali. “1914-1918-online” è stata inserita dalla American Library Association nella lista delle migliori otto Online-Ressource nel campo della storia[18].

Un progetto di pubblicazione sulla prima guerra mondiale di forma differente è rappresentato dalla rivista online “Aera”[19], che nel 2014 pubblicò articoli da cinque archivi di giornali, che nei vari giorni, di cento anni prima, si potevano leggere nei giornali tedeschi. Il progetto fu realizzato come una coproduzione di zero one film GmbH con TERZ Filmproduktions GmbH e con il progetto di ricerca “Art and Civic Media” della Leuphana Universität Lüneburg.

Alcuni dei titoli del 1914 come Frauen arbeitslos oder unterbezahlt oppure Vermögensbesitz – Welche Form behält seinen Wert? si presentano al lettore di oggi sorprendentemente attuali. Gli articoli messi online non sono né commentati né prevedono informazioni in merito al contesto o allo sfondo, per esempio la censura di guerra. Per questo motivo i singoli testi sono difficili da inquadrare per il lettore comune.

 

5. .Progetti interattivi e Social Media

 

Un analogo progetto – e con ciò affrontiamo l’ultima categoria dei progetti digitali relativi alla prima guerra mondiale, ovvero dei progetti interattivi e Social Media – è costituito da “Tweets from WW1”[20]. Qui twittano gli studenti della Università di Luxembourg in forma di un “Reentweetment” della storia e degli avvenimenti della prima guerra mondiale, riconducibili in particolare al medesimo giorno in cui sono avvenuti 100 anni prima – per così dire in “real time”. Scopo del progetto, che dovrebbe essere realizzato fino al 2017-2018, è la quotidianità che le notizie 100 anni prima durante la prima guerra mondiale avevano, trasportandola in questo modo nei tempi moderni. Il formato limitato di Twitter con 140 caratteri per tweet conduce chiaramente alla conclusione che il progetto si basa su brevi notizie senza che possano essere comunicate informazioni relative al contesto. Elevata è pertanto la decontestualizzazione e la mancanza di interpretazioni[21]. In modo analogo, con esatta corrispondenza quindi con le attuali date e giorni della settimana, sono pubblicati su differenti weblogs[22] diari oppure materiali di cento anni prima.

L’impostazione di rivivere la prima guerra mondiale in modo in un certo senso virtuale caratterizza anche “Zeitmaschine 14/18”[23]. Questa è stata realizzata attraverso un progetto di collaborazione franco-tedesco dei musei Historial de la Grande Guerre e lo Haus der Geschichte Baden-Württemberg insieme ai canali televisivi ARTE, SWR, Das Erste, WDR e NDR. Il progetto è stato insignito del premio Comenius-EduMedia Siegel 2014. Gli utenti possono scegliere un carattere virtuale e definire la sua nazionalità (tedesca o francese), età e sesso. Attraverso il carattere scelto è possibile rivivere cosa questa persona ha provato, udito, assaporato, annusato oppure visto durante la prima guerra mondiale. La „Zeitmaschine“ è collegata con il Webspecial multimediale “14 – Tagebücher des Ersten Weltkriegs”[24] dei canali televisivi ARTE e Das Erste. Qui la prima guerra mondiale viene descritta grazie a diari e lettere superstiti secondo il punto di vista di 14 persone di differente nazionalità. Al centro è posto il sentire e le convinzioni non di generali o politici ma di semplici soldati, casalinghe e bambini. Questi dovrebbero essere vissute attraverso i vari momenti personali dei 14 protagonisti, brani dei loro diari, lettere e ricordi, a cui saranno aggiunti immagini di archivio, parti di produzioni televisive così come di riprese audio e video[25].

Anche il gioco online “Over the Top – Go into History itself!”[26] del Canadian War Museums segue l’impostazione basata su di un’avventura interattiva allo scopo di rendere comprensibile all’utente la vita di soldati canadesi nelle trincee durante la prima guerra mondiale.

Comune a questi progetti, i quali più probabilmente si rivolgono ad un pubblico giovane, è che cercano di appropriarsi della prima guerra mondiale attraverso differenti strategie. Sia che essi cercano di traslare la guerra attraverso i nuovi media nell’attualità giornaliera delle notizie moderne e con ciò nella quotidianità dell’uomo moderno, sia che si tratti di mettere al centro della narrazione le storie e le emozioni personali per astrarre la guerra. La storia viene resa maggiormente consumabile in piccoli bocconi ben digeribili di 140 caratteri per un pubblico generico e di conseguenza maggiormente accessibile.

6. Possibilità e rischi

Nonostante siano presenti sporadiche e lievi critiche riguardo ad alcune delle offerte digitali sulla prima guerra mondiale presentate, chiari si presentano i loro grandi vantaggi generali e le possibilità di ricerca e formazione. Attraverso questi, infatti, i nuovi e importanti risultati delle ricerche, ma anche il materiale documentario e le informazioni saranno resi disponibili gratuitamente e su vasta scala e con una migliore visibilità. Informazioni relative alla prima guerra mondiale possono così essere ricercate online in modo crescente e la loro diffusione enormemente ampliata. Anche per la ricerca storica sono presenti nuove possibilità attraverso le offerte online. I progetti di digitalizzazione aprono alla ricerca di nuovi materiali, come nel caso dei documenti quotidiani di proprietà delle famiglie. Questi aprono in questo modo anche nuove prospettive come per esempio in merito alla storia quotidiana e della mentalità oppure impostazioni quantitative ed empiriche ovvero “data-driven history”. Inoltre materiale fino ad ora sconosciuto oppure poco visibile può mostrare delle falle nella ricerca e di conseguenza generare nuovi campi di ricerca. Le collezioni digitali internazionali come “Europeana” attraverso la messa in comune di una grande quantità di materiale da differenti paesi offrono nuove possibilità e prospettive per confronti transnazionali, che ad oggi a causa della dispersione del materiale erano possibili solo con grande difficoltà. Oltre a ciò sono evidenti le tendenze verso un’ ampliamento transnazionale della ricerca e della digitalizzazione delle fonti. Informazioni e sapere risultano congeniali e si completano e rafforzano a vicenda, poiché oggi, nell’ambito delle infrastrutture per la ricerca sulla prima guerra mondiale, collegate tra loro in modo sempre più forte, le informazioni sulle fonti e lo stato delle conoscenze di differenti regioni e temi distano tra loro solo con un click di mouse. Attraverso ciò si lasciano identificare in modo molto chiaro le falle nella documentazione e le necessità della ricerca, si possono sviluppare nuove tematiche e diventano chiari nuovi collegamenti.

Anche a prescindere dalla pura messa a disposizione di letteratura scientifica e di documentazione, i nuovi media offrono nuove possibilità alla comunicazione internazionale, come accade per i social media (blogs e twitter), ed alla comunicazione per esempio nell’ambito di bibliografie in collaborazione[27]. I blogs offrono soprattutto la possibilità di pubblicare in modo rapido i risultati delle nuove ricerche, inserendoli nella discussione. Attraverso la loro differente percezione questi hanno il potenziale di spostare i discorsi scientifici dalla “torre d’avorio” della ricerca verso un pubblico decisamente più ampio[28]. Anche grandi progetti internazionali come “1914-1918-online” senza una collaborazione online non sarebbero immaginabili o lo sarebbero solo in parte, ma naturalmente con maggiore tempo e risorse. Queste nuove possibilità di cooperazione internazionale sono sperimentate anche dal progetto CENDARI (Collaborative European Digital/Archival Infrastructure)[29], il cui scopo tra gli altri è quello di organizzare una struttura scientifica virtuale sulla prima guerra mondiale. La tendenza all’internazionalizzazione, e soprattutto all’europeizzazione, risulta evidente anche in altri progetti internet sulla prima guerra mondiale[30], oltre che nelle stessa cultura del ricordo sulla prima guerra mondiale. Un cospicuo numero di questi progetti nascono nell’ambito di una cooperazione internazionale e sono disponibili in più di una lingua. Qui il web mostra la sua visibilità globale per promuovere l’internazionalizzazione della memoria. Ciò diffonde quindi l’idea che grazie al grande progetto di digitalizzazione “Europeana 1914-1918”, attraverso una comune esperienza di base della sofferenza di guerra, le divisioni potrebbero essere superate, contribuendo così alla formazione di un’identità europea, a condizione che queste possibilità siano utilizzate in modo transnazionale[31]. D’altra parte bisogna essere consapevoli che il web, come nuovo luogo della memoria della prima guerra mondiale, viene utilizzato allo stesso modo per confermare l’identità nazionale. Soprattutto in paesi come Canada, Australia e Nuova Zelanda la prima guerra mondiale gioca un ruolo importante per il “nation-building”. Questo si riflette anche nella mole e nell’orientamento delle offerta internet. Il ricordo della prima guerra mondiale su Internet risulta inoltre strutturato in modo differente da nazione a nazione – soprattutto in termini di ampiezza. In Francia e nel Regno Unito, per esempio, dove la memoria della ”Grande Guerra” così come della “Great War” risulta essere sempre più presente che in Germania, le offerte di rete sono organizzate in modo particolarmente vario e curato.

Accanto a queste opportunità e nuove possibilità i progetti digitali sulla prima guerra mondiale offrono ai ricercatori anche nuove sfide, nuovi rischi, che sono stati toccati in parte già alla presentazione dei singoli progetti:

Per esempio, come può la mole di materiale digitalizzato essere reso disponibile fino in profondità in modo che possa essere utilizzata in modo ottimale per la ricerca e l’insegnamento? Come può il materiale essere reso leggibile dalla macchina? Come possono essere superati i problemi a cui si è fatto cenno relativi alla frammentazione e decontestualizzazione delle informazioni digitali? A ciò si ricollega un ulteriore problema: in tutti i fori, portali, progetti di digitalizzazione e pubblicazione può essere rinvenuto solo ciò che già è messo a disposizione come informazione digitale. Il rispettivo materiale digitale rappresenta solo una parte di quello in possesso dalle collezioni delle istituzioni culturali e di cui si deve tenere conto nell’ambito di una ricerca e successiva valutazione delle fonti. La possibilità di rendere visibili determinate fonti attraverso la digitalizzazione presenta sempre il rischio che le risorse che non sono state digitalizzate, ricevono meno attenzione, diventando invisibili fino quasi alla fine a scomparire del tutto. Allo stesso modo devono essere considerati i criteri della scelta degli oggetti e delle informazioni. Cosa viene digitalizzato e cosa no? Cosa si perde attraverso il processo di digitalizzazione? Chi è l’autore e per quali contenuti è responsabile? Viene rappresentato un certo paradigma della ricerca storica oppure gli utenti ricevono informazioni neutrali? Oltre a ciò scaturisce che la grande maggioranza dei progetti digitali derivano dai paesi dell’Europa occidentale, evidenziando come le prospettive dei paesi dell’Europa orientale siano chiaramente poco rappresentate. Un altro problema centrale è la sostenibilità delle offerte in internet, che spesso sono di breve durata. Oltre a ciò appare evidente che a causa del rapido sviluppo in quest’ambito tutto ciò risulta rapidamente superato, se non aggiornato, perdendo di conseguenza consenso presso gli utenti. Anche blogs e tweets nonostante l’archiviazione non possono perdere il loro carattere effimero[32]. Infine ciò genera domande nuove e in gran parte ancora irrisolte oltre che sfide per le citazioni scientifiche ed il tradizionale concetto di autore.

Su un livello più alto sorge infine il quesito se e in che misura i nuovi metodi di ricerca, conseguimento e presentazione delle informazioni, influenza nell’insieme il nostro pensiero sul passato ed il tramandare della storia? Conduce la frammentazione e decontestualizzazione dell’informazione alla frammentazione e decontestualizzazione anche del sapere? La struttura di internet, nella quale l’utente clicca da hyperlink a hyperlink verso la successiva informazione favorisce un più forte e associativo pensare e ricercare? Le nuove tecnologie, che sempre più ampie possibilità offriranno di simulare eventi storici o costruzioni, facendoli rivivere attraverso offerte interattive, condurranno ad un personale e quindi soggettivo approccio alla storia?

In merito alle numerose domande allo stato attuale possiamo solo speculare. In ogni caso rimane questo un campo di estremo interesse, la cui ulteriore osservazione è certamente molto promettente.

 


[1] News Feed History of the World: World War I, http://www.collegehumor.com/post/6650094/facebook-news-feed-history-of-the-world-world-war-i-to-world-war-ii

[2] Vd. ad esempio: http://www.erster-weltkrieg.clio-online.de/.

[3]Vd. ad esempio: http://www.1914-1918-online.net/06_first_world_war_websites/index.html; http://www.politische-bildung.de/100_jahre_erster_weltkrieg.html; https://www.historicum.net/recherche/webguide-geschichte/erster-weltkrieg/

[4] Vd. ad esempio: http://grandeguerre.hypotheses.org/.

[5] http://www.14-18.it.

[6] http://www.operationwardiary.org/#/

[7] A rigurado vd. Anche Tim Haarmann, Zocken für die Forschung. Durch Onlinespiele spannen Wissenschaftler Laien für ihre Projekte ein. Ausbeutung oder Freizeitspaß für Interessierte?, in: Die Zeit, 38/2013, online: http://www.zeit.de/2013/38/citizen-science-eyewire-seti.

[8] In merito all’origine del termine vd. Jeff Howe, The Rise of Crowd-Sourcing, in: Wired Magazine, Issue 14.06, June 2006, online: http://archive.wired.com/wired/archive/14.06/crowds.html; sulla definizione del temine vd. Jeff Howe, Crowdsourcing: A Definition, in: Crowdsourcing. Why the power of the crowd is driving the future of your business?, online: http://crowdsourcing.typepad.com/cs/2006/06/crowdsourcing_a.html). Ulteriori esempi di progetti web collegati alla prima guerra mondiale con la partecipazione degli utenti sono:

http://www.centoannigrandeguerra.it/; http://www.peoplescollection.wales/items/406617; https://livesofthefirstworldwar.org/.

[9] http://www.europeana1914-1918.eu/de

[10] http://www.europeana1914-1918.eu/de/explore

[11] Vd. Astrid Herbold, Fotos, Briefe, Tagebücher von 1914 bis 1918. Der private Weltkrieg, in: Der Tagesspiegel vom 04.02.2014, http://www.tagesspiegel.de/wissen/fotos-briefe-tagebuecher-von-1914-bis-1918-der-private-weltkrieg/9426230.html.

[12]Vd. per esempio: http://exhibitions.europeana.eu/exhibits/show/europeana-1914-1918-de; https://www.google.com/culturalinstitute/exhibit/to-my-peoples/gQyspHgL?projectId=first-world-war&position=14%2C60.

[13] http://erster-weltkrieg.dnb.de/WKI/Web/DE/Home/home.html. Ulteriori esempi di mostre virtuali sulla prima guerra mondiale sono: http://www.uneguerrephotographique.eu/fr/miroir-menu.php; http://amsterdam-eerstewereldoorlog.nl/; http://ortederutopie.eu/website/#/utopia/overview//0/.

[14] http://ww1.habsburger.net/de

[15] http://www.bl.uk/world-war-one.

[16] http://russiasgreatwar.org/index.php.

[17] http://encyclopedia.1914-1918-online.net/home/

[18] Vd. http://www.ala.org/news/press-releases/2015/02/annual-list-best-historical-materials-selected-rusa-s-history-section#ALA%20list.

[19] http://www.aera-magazin.de/

[21] A riguardo vd. http://h-europe.uni.lu/?page_id=621.

[22]Vd. per esempio: http://archivewk1.hypotheses.org; http://www.vierzehnachtzehn.de/; https://greatwarlondon.wordpress.com/; http://www.wwar1.blogspot.de/

[23] http://was-waere-wenn.14-tagebuecher.de/index. Anche il Website „Experiences of the Great War“ (http://digital.nls.uk/great-war) della National Library of Scotland e la pagina italiana „La grande guerra 1914-1918“ (http://racconta.gelocal.it/la-grande-guerra/index.php) funzionano secondo il principio che gli utenti scelgano un reale carattere storico, di cui possono così rivivere la sua personale percezione della prima guerra mondiale.

[24] http://www.14-tagebuecher.de/

[25] A riguardo vd. http://www.14-tagebuecher.de/page/de/about/.

[26] http://www.warmuseum.ca/overthetop/

[27] http://www.firstworldwarstudies.org/bibliography.php

[28] A riguardo vd. Wolfgang Schmale, Potentiale und Auswirkungen von wissenschaftlichen Blogs, in: Weblog „Mein Europa“, 31.05.2015, http://wolfgangschmale.eu/potentiale-und-auswirkungen-von-wissenschaftlichen-blogs.

[29] http://www.cendari.eu/

[30] Particolarmente numerosi in questo settore sono i progetti franco-tedeschi per sempio: http://centenaire.org/de/international/das-deutsch-franzoesische-album-des-ersten-weltkriegs; http://memoires-urbaines-premiere-guerre-mondiale.spip.ac-rouen.fr; http://ersterweltkrieg.dfjw.org/. Sulle tendenze relative all’europeizzazione e all’universalizzazione nella cultura del ricordo vd. in generale Christoph Cornelißen, Erinnerungskulturen, Version: 2.0, in: Docupedia-Zeitgeschichte, 22.10.2012, http://docupedia.de/zg/Erinnerungskulturen_Version_2.0_Christoph_Corneli.C3.9Fen?oldid=97392.

[31] Vd. Stephan Jakob, Das große Erinnern. Der Erste Weltkrieg online: Im Gedächtnisjahr 2014 wird auch das Internet zum Gedächtnisort, in: Die Zeit, 2 (2014), http://www.zeit.de/2014/02/erster-weltkrieg-internet-archiv-gedenkjahr/seite-2.

[32] Wolfgang Schmale, Potentiale und Auswirkungen von wissenschaftlichen Blogs, in: Weblog „Mein Europa“, 31.05.2015, http://wolfgangschmale.eu/potentiale-und-auswirkungen-von-wissenschaftlichen-blogs.

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    By: Janz Oliver

    è professore di Storia contemporanea alla Freie Universität Berlin e Gastprofessor a Bern, Trient e Rom. È Editor-in-chief della “1914-1918-online. International Encylopedia of the First World War“ e dirige il progetto comunitario “Making War, Mapping Europe”. I suoi ambiti d’interesse per ciò che riguarda la didattica e la ricerca sono la storia moderna dell’Italia, la Prima Guerra mondiale, la storia della nazione, della religione, della borghesia e della famiglia in Europa nel XIX sec. Ha pubblicato come autore e curatore numerosi libri, tra cui “Bürger besonderer Art. Evangelische Pfarrer in Preußen 1850-1914 (1994)”; “Zentralismus und Föderalismus im 19. und 20. Jahrhundert. Deutschland und Italien im Vergleich (2000)”; “Transnationale Geschichte (2006)“; „Das symbolische Kapital der Trauer. Nation, Religion und Familie im italienischen Gefallenenkult des Ersten Weltkriegs (2009)”, “14. Der große Krieg (2013)” e “Gender History in a Transnational Perspective (2014)”.

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