Introduzione

Le risorse on line per la Grande Guerra

La ricorrenza del centenario dallo scoppio della Prima guerra mondiale, con tutti gli eventi e le manifestazioni ad essa connesse, offre lo spunto per il nuovo monografico di “Officina della Storia”.

L’idea all’origine di questo numero scaturisce da un progetto ideato da chi scrive, Anna Caprarelli e Gilda Nicolai circa un anno e mezzo fa: l’osservatorio “PrimaGuerra” (https://primaguerra.wordpress.com) che vuole recensire e raccogliere le esperienze online e digitali – nazionali e internazionali – di commemorazione e memoria dedicate alla Prima guerra mondiale[1].

Si tratta di un vero e proprio monitoraggio delle risorse storiche online, in divenire fino al 2018, per creare una tool box, capace di fornire strumenti di indagine e di analisi e nuove prospettive, non solo agli studiosi, ma anche agli studenti e all’eterogenea utenza che si vorrà avvicinare all’immensa quantità di documenti digitali presenti ormai in rete, sulla Prima guerra mondiale.

Lo scopo è anche valorizzare e non disperdere un patrimonio che fa sempre più uso del web come strumento, offrendo un mezzo che faciliti la ricerca e favorisca il reperimento e l’utilizzazione di diverse tipologie di risorse on line (fonti archivistiche inedite, rassegne stampa, ma anche immagini, video, mappe, timeline interattive, ecc.), utili anche a scopi didattici[2].

Rispetto alla ricorrenza dei 150 anni dalla proclamazione del Regno d’Italia, che si è avvalsa diffusamente del web, le celebrazioni per i cento anni dallo scoppio della Grande Guerra sembrano avere un maggiore impatto mediatico, non solo per la portata e la natura dell’evento, ma anche per la maggiore e rapida pervasività degli ambienti di rete rispetto al 2011, sia attraverso i Social network, che per la capillare diffusione dei dispositivi mobili.

La globalità di un avvenimento come la Prima guerra mondiale, si è prestata e si presta ancora oggi a molteplici riflessioni e può essere esaminata da numerosi punti di vista. Le commemorazioni in corso offrono l’occasione non solo di rileggere la vasta e già nota produzione documentale e storiografica, ma anche di fare nuove scoperte e riflessioni, attraverso fonti inedite, che, mediante originali modalità di valorizzazione digitale, possono divenire patrimonio di tutti.

Pensiamo ad esempio al valore qualitativo e quantitativo di una delle tipologie documentarie più sfruttate nei diversi progetti digitali, assieme ai diari di guerra: le lettere dal fronte[3]. Solo in Italia durante il conflitto, per rispondere alle esigenze comunicative tra soldati e famiglie, vennero prodotti quattro miliardi di missive, un patrimonio immenso, esplorato solo in parte che, come noto, va oltre la semplice dimensione privata e può prestarsi a molteplici e ulteriori interpretazioni e filoni di indagine[4].

Attraverso i contributi di questo monografico, “Officina della storia” vuole fornire una breve ma significativa panoramica su alcuni progetti nazionali e internazionali, alcuni dei quali molto conosciuti, nati in occasione delle commemorazioni.

Il nostro numero è introdotto dall’articolo di Doriana Floris, con una riflessione sulle tecniche di informazione e di propaganda durante la Grande Guerra e sul ruolo della letteratura, mediante l’analisi di un’opera satirico-politica di origine ceca (pubblicata tra il 1921 e il 1923), Il buon soldato Sc’veik di Jaroslav Hašeck. Il contributo è corredato da una ricca iconografia tratta dal sito www.1914-18.it.

Oliver Janz e Jennifer Willenberg non si limitano soltanto a presentare il noto progetto internazionale 1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War, uno dei più vasti e rigorosi progetti sulla Grande Guerra in corso[5], realizzato da più di 1000 partecipanti appartenenti a 50 paesi, ma forniscono una dettagliata panoramica sulle più significative risorse, che offre la rete su questo tema.

La grande Guerra più cento. Calendario digitale è il progetto dell’Università di Trento che Alessandro Salvator e Alessandro Chebat illustrano. Inizialmente destinato al solo pubblico italiano, il Calendario digitale è andato gradualmente internazionalizzandosi, offrendo i propri contenuti anche in lingua inglese e avvalendosi della collaborazione delle Università di Innsbruck, Montpellier e Cracovia. Si tratta di un calendario digitale a puntate che, mese dopo mese fino al 2018, approfondisce aspetti poco noti relativi ai vari fronti della Grande Guerra, mediante testi, tavole, infografiche, biografie e immagini[6].

Nicola Maranesi illustra il lavoro La Grande Guerra, i diari raccontano[7], nato da una collaborazione tra l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo) e il gruppo editoriale l’Espresso a partire dall’ottobre 2013. Un ricco database, con un campione di testimonianze autobiografiche di soldati italiani che hanno combattuto al fronte, è disponibile in rete e liberamente accessibile[8]. 

Con il suo contributo, Patrizia Anselmi presenta infine, il progetto dell’Archivio di Stato di Piacenza sugli abitanti della città e la Grande Guerra, nato in occasione del centenario, dall’ampliamento del sito web dedicato al Risorgimento piacentino e alle guerre d’indipendenza www.piacenzaprimogenita150.it[9].

“Officina della Storia” con il monografico Le risorse on line per la Grande Guerra, vuole offrire un modesto ma significativo contributo al ricchissimo scenario delle risorse digitali sul primo conflitto mondiale, un patrimonio che, ad oggi, costituisce una risorsa per osservare un avvenimento lontanissimo nel tempo, in modo diverso e certamente più dinamico.

Si tratta di un panorama in continua evoluzione sul quale sarà interessante tracciare un bilancio dopo il novembre 2018, centenario dell’armistizio e termine del quadriennio celebrativo. Sarà quella l’occasione per la nostra rivista, anche attraverso l’osservatorio “PrimaGuerra”, di farsi portavoce di nuove riflessioni (sulla qualità e varietà dei progetti, sull’incremento quantitativo dei contenuti e sulla loro diffusione e condivisione, sui picchi di interesse in occasione di specifiche ricorrenze), mediante un altro numero speciale.

 

 



[1] Il monografico Le risorse on line per la Grande Guerra è stato curato da Maria Chiara Bernardini, Anna Caprarelli e Gilda Nicolai, ideatrici del progetto “PrimaGuerra”: https://primaguerra.wordpress.com. Il sito è stato creato da Anna Caprarelli su piattaforma WordPress, Maria Chiara Bernardini si è occupata delle recensioni per l’osservatorio, assieme alla collaborazione di Doriana Floris, dei rapporti con gli autori e del referaggio, Gilda Nicolai è responsabile dell’editing e dei rapporti con l’autore Oliver Janz.

[2] L’osservazione, che non ha pretese di esaustività, visto il mare magnum con cui si confronta e le limitate risorse di cui dispone, si concentra sulle iniziative che fanno capo alle seguenti categorie: Istituzioni ed Enti; Media (radio, stampa, televisione, digital media); Eventi (convegni, mostre, seminari e conferenze); Pubblicazioni; Cinema; Musei; Fotografia; Arte; Storia amatoriale.

 

[3] A questo proposito, fra gli innumerevoli progetti esistenti in nel panorama internazionale della rete, si ricorda quello irlandese Letters of 1916, a cura della Maynooth University, e di numerosi atenei e istituzioni dell’isola: http://letters1916.maynoothuniversity.ie, e Operation war diary a cura dei National Archives britannici, in collaborazione con l’Imperial War Museums: http://www.operationwardiary.org.

[4] Un intreccio di grandi e piccole vicende che si sposa perfettamente con il concetto di storytelling la narrazione di storie, che in ambito digitale, sembra aver acquistato nuova vita. Per queste considerazioni, si rimanda a Federico Meschini, Della complessità celebrativa. La ricostruzione della memoria e la fisicità della trincea. Gli archivi digitali e la Grande Guerra, in Bollettino di italianistica, Roma, Carocci, 2014, pp. 203-2015.

[5] http://encyclopedia.1914-1918-online.net/home. Il progetto è stato realizzato dalla Universität Berlin insieme alla Bayerischen Staatsbibliothek ed altri 26 partner di 13 paesi. Si tratta di un’enciclopedia internazionale collaborativa ad accesso aperto, di elevato rigore scientifico, con modalità di navigazione avanzate.

[6] http://www.lagrandeguerrapiu100.it.

[7] http://espressonline.it/grandeguerra.

[8] Le testimonianze in oggetto appartengono al fondo, parzialmente inedito, “Guerra mondiale 1914-18”, conservato presso l’Archivio dei diari All’avvio dei lavori, il fondo consisteva in 350 unità archivistiche (tra autobiografie, diari, memorie ed epistolari),  per un totale di circa 42.000 singoli documenti. Il lavoro ha convolto un campione di 150 testimonianze, per un totale di 1500 brani selezionati. 

 

[9] Il sito era stato creato nel 2011 in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’aggiornamento della sezione dedicata alla Prima guerra mondiale sarà costante e continuo fino al 2018.

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    By: Maria Chiara Bernardini

    Maria Chiara Bernardini è laureata in Archivistica presso la facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università della Tuscia di Viterbo, dopo aver conseguito due specializzazioni ha svolto per diverso tempo l’attività di archivista, collaborando con enti pubblici e privati. Ha in seguito conseguito il Dottorato di Ricerca in “Società, istituzioni e sistemi politici europei (XIX-XX secolo)” – XIX ciclo, presso lo stesso ateneo viterbese. Studiosa del periodo fascista, ha esaminato nello specifico il rapporto centro-periferia durante il regime, con particolare attenzione alla classe dirigente e alla complessità dei problemi relativi al rapporto tra storia nazionale e storia locale. Attualmente è docente di Lettere nella scuola secondaria di primo grado e cultrice della materia presso il dipartimento Disucom dell’Università della Tuscia di Viterbo. Ha collaborato al Dizionario biografico Il Consiglio di Stato nella Storia d’Italia, a cura di Guido Melis, (Giuffrè 2006) e ha pubblicato La classe dirigente negli anni del fascismo. Il caso viterbese (Sette Città, 2008)

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    La stampa, il web e i 60 anni dei Trattati di Roma
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