L’Archivio storico Cgil nazionale: storia, contenuto, struttura.

1. Storia archivistica e contenuto

Formatosi a partire dagli anni immediatamente successivi alla ricostituzione della Cgil unitaria, l’Archivio storico della Confederazione generale italiana del lavoro, fu acquisito dalla Biblioteca Cgil nel 1980, ricevendo nello stesso anno dalla Sovrintendenza archivistica per il Lazio, la “dichiarazione di notevole interesse storico”.

Raccoglie materiali che coprono un arco cronologico dal 1944 ad oggi la cui consistenza ammonta a circa 9.000 buste per 950 metri lineari. Completamente riordinato, schedato e reso fruibile agli studiosi fino al 1986, l’Archivio ospita al proprio interno una importante sezione iconografica. L’inventario delle carte è consultabile on line fino al 1978[1], in sede per gli anni successivi. Sono disponibili in file allegato i verbali degli organi statutari fino al 1959.

 

2. Struttura dell’archivio confederale

L’Archivio è organizzato in sei serie principali, a loro volta suddivise in ulteriori partizioni.

 

Serie Congressi confederali, 1944-1986, fascc. 337

La serie contiene documentazione preparatoria e atti congressuali: verbali, corrispondenza, relazioni, risoluzioni, documentazione delle commissioni di lavoro, materiali provenienti dall’Ufficio organizzazione (struttura preposta ai rapporti con le strutture periferiche nella fase precongressuale delle assemblee per l’elezione dei delegati), documentazione preparatoria alle relazioni congressuali e ai lavori delle commissioni. Le carte sono riordinate, inventariate e consultabili.

 

Serie Verbali degli organi statutari: Comitato direttivo (1944-1986, u.a. 187), Comitato esecutivo (1947-1986, u.a. 97), Consiglio nazionale (1948-1957, u.a. 2), Consiglio direttivo (1960-1962, u.a. 2), Consiglio generale (1965-1986, u.a. 21), Segreteria (1944-1986, u.a. 700 ca.).

I verbali sono schedati analiticamente rilevando gli ordini del giorno, i presenti, gli eventuali documenti allegati. La documentazione è stata interamente digitalizzata fino al 1959. Entro il 2013 saranno digitalizzati, anche grazie ai contributi della Comunità europea, i verbali di tutti gli organismi dirigenti fino al 1986.

 

Serie Atti e corrispondenza della Segreteria generale, 1944-1986, fascc. 13064

La serie, reale ossatura dell’Archivio confederale, raccoglie in modo strutturato e omogeneo la documentazione prodotta dalla Cgil nazionale nello svolgimento delle proprie competenze e attività. La documentazione è organizzata per anno sulla base dei diversi titolari di classificazione adottati negli anni dalla struttura confederale. Le carte sono riordinate, inventariate e consultabili.

 

Serie Circolari, 1944-1986, u.a. 4057

La serie offre un interessante quadro dell’organizzazione confederale ed evidenzia momenti rilevanti della sua evoluzione. Si tratta di lettere circolari ciclostilate, raccolte e rilegate in volumi, inviate, a seconda dei casi, agli uffici confederali centrali, alle sedi periferiche e a sindacati e federazioni di categoria. La funzione è quella tipica di questa specifica tipologia documentaria e in particolare prevalgono gli aspetti organizzativi, amministrativi e propagandistici: intensa è l’attività legata all’organizzazione e gestione della raccolta fondi su iniziative particolari o durante la campagna di tesseramento annuale; sempre maggiore rilevanza assumono, nel corso degli anni, le iniziative volte alla definizione e regolamentazione dei rapporti organizzativi e amministrativi con federazioni e sindacati di categoria aderenti alla Confederazione; infine largo spazio è dedicato alla promozione e organizzazione di manifestazioni, eventi e iniziative diverse nell’ambito sindacale. La rilevanza della serie è apprezzabile sia dal punto di vista contenutistico che formale attraverso l’analisi di alcuni elementi registrati in fase di schedatura, quali l’indicazione dell’ufficio emanante, di quello firmatario e dei destinatari. Emerge con evidenza la lenta ma progressiva specializzazione delle competenze amministrative e politiche dei singoli organi e l’attività di controllo da parte della direzione politica sull’operato degli uffici confederali. Entro il 2013 saranno digitalizzate, anche grazie ai contributi della Comunità europea, tutte le circolari confederali fino al 1986.

Serie Uffici confederali

Ufficio studi economici (1948-1973, fascc. 130)

Contiene relazioni, elaborazioni statistiche, ricerche e materiale di documentazione, bollettini e periodici. L’Archivio era strutturato sulla base di un titolario elaborato originariamente dall’Ufficio stesso. Rispetto al titolario la documentazione si presenta carente per alcune classi (dalla II alla IV) mentre esiste ulteriore documentazione non riconducibile a nessuna delle classi previste. Le carte non sono sempre classificate. Si è scelto di rispettare la struttura del titolario aggiungendo due ulteriori sottoserie Rilevazioni statistiche e Bollettini e pubblicazioni periodiche. Le carte sono riordinate, inventariate e consultabili.

 

Ufficio organizzazione (1944-1992, bb. 97, fascc. 689)

Le carte conservate in archivio, rinvenute raccolte in buste probabilmente frutto di un successivo riordinamento dalla segnatura abbastanza precisa sul contenuto, documentano l’attività dell’Ufficio dai primi anni ’50 al 1990.

Di particolare rilievo risultano essere i documenti relativi alla presenza di rappresentanti Cgil in seno a commissioni e comitati soppressi (1944–1958).

Sul materiale (689 fascicoli, organizzati in 97 buste) è stata eseguita una schedatura a fascicolo. Per ogni singola unità archivistica sono stati indicati titolo del fascicolo, numero progressivo di corda riportato naturalmente sul fascicolo stesso, estremi cronologici, consistenza dei documenti, informazioni sul contenuto e sulle tipologie documentarie, eventuali osservazioni e segnalazioni. Viene indicata, quando presente, l’intestazione originale tra virgolette. All’interno del fascicolo le carte sono organizzate in ordine cronologico e descritte in dettaglio.

La numerazione dei fascicoli riparte da uno per ogni serie di riferimento. Il numero di corda della busta è invece unico per l’intera partizione d’Archivio in oggetto. Le carte sono riordinate, inventariate e consultabili.

 

Ufficio coordinamento femminile nazionale (1956-1993, bb. 104, fascc. 174)

Le carte conservate in archivio, rinvenute raccolte in buste probabilmente frutto di un successivo riordinamento dalla segnatura abbastanza precisa sul contenuto, documentano l’attività del Coordinamento femminile dal 1956 al 1993. L’Archivio era strutturato sulla base di un titolario interno che si è cercato di ricostruire. Il criterio organizzativo rispecchia i principali punti di interesse dell’Ufficio ed organizza la documentazione per argomento classificato da lettera (A, B, C…) . In applicazione dei criteri dettati dal titolario sono state ricostruite le serie storiche basandosi prevalentemente sullo studio e l’analisi delle disposizioni in ambito organizzativo adottate dal Sindacato. Il materiale conservato comprende in particolare i verbali delle riunioni, i documenti di base preparati per la discussione dei punti all’ordine del giorno degli stessi, le relazioni, gli studi, le ricerche e i documenti elaborati dalla struttura interna su tematiche specifiche, i testi degli accordi interconfederali e i contratti collettivi nazionali di lavoro, le proposte e gli interventi in sede di formazione delle leggi, i censimenti e le statistiche dei quadri dell’organizzazione, le circolari, gli appunti informativi, la documentazione relativa alle cariche sociali, la corrispondenza e ancora opuscoli, note, comunicati stampa, comunicazioni, promemoria e resoconti vari. Non è difficile trovare all’interno dell’Archivio materiale non strettamente sindacale. Siano pubblicazioni o ritagli di esse, documenti di partiti o materiale relativo a campagne di solidarietà o eventi di particolare gravità. Nell’effettuare il riordinamento, con l’obiettivo di mettere in risalto i diversi campi di attività dell’Ufficio, si sono suddivise le carte in cinque serie a loro volta articolate in partizioni inferiori. Sul materiale è stata eseguita una schedatura a fascicolo. Per ogni singola unità archivistica sono stati indicati titolo del fascicolo, numero progressivo di corda riportato naturalmente anche sul fascicolo stesso, estremi cronologici, consistenza dei documenti, informazioni sul contenuto e sulle tipologie documentarie, eventuali osservazioni e segnalazioni. Viene indicata, quando presente, l’intestazione originale tra virgolette. All’interno del fascicolo le carte sono organizzate in ordine cronologico e descritte in dettaglio. In considerazione dell’arco cronologico relativamente breve della documentazione e dell’interesse dei potenziali consultatori, nelle indicazioni sulla cronologia si è cercato di offrire riferimenti quanto più precisi. Gli estremi cronologici sono stati riportati, tutte le volte che è stato possibile, nella forma completa (anno, mese, giorno). La mancanza di registri di protocollo non ha permesso un confronto tra la documentazione inviata o ricevuta e quella rimasta fino ad oggi in Archivio. Durante l’ordinamento dei materiali è stato scelto di adottare un criterio misto: alcune serie archivistiche sono state create con un taglio tematico – come, ad esempio, la documentazione relativa ai congressi, quella dei convegni, i materiali a stampa, la documentazione amministrativa – ; altre partizioni (ad esempio la sottoserie Corrispondenza in entrata e in uscita) sono state modulate, invece, esattamente con le strutture produttrici della documentazione. La descrizione informatizzata consente la ricerca ipertestuale senza mai perdere la contestualizzazione del record visualizzato oltre che l’accesso attraverso indici di nomi, enti, luoghi, ecc. In realtà gran parte della documentazione per gli anni 1944-1966 sulle problematiche relative alle lavoratrici si ritrova nell’Archivio confederale, serie Atti e corrispondenza, sottoclasse 11 (Lavoro femminile e giovanile) della classe 1 (Problemi sociali e del lavoro). Nel 1967, con il cambiamento del titolario di classificazione, la sottoclasse 11 si trasforma il sottoclasse 33 e la classe 1 in classe 3. Per quanto riguarda categorie particolari di lavoratrici si segnala, sempre nell’Archivio confederale, la presenza di fascicoli specifici sulle mondine e le tabacchine. Un discorso a parte merita il lavoro a domicilio (titolo 9 – Varie e generali – fino al 1953, poi sottoclasse 70 – Abbigliamento e tessili – e ancora titolo 9 dal 1958).

Serie Convegni, conferenze, seminari, 1948-1986, voll. 202

La serie si presenta a parte rispetto ai repertori dei fascicoli degli atti e corrispondenza e comprende la raccolta in volumi delle conferenze, dei convegni e dei seminari, a partire dal 1948; la raccolta contiene al proprio interno anche le iniziative unitarie. La molteplicità e l’ampiezza degli argomenti affrontati danno conto dell’importanza delle iniziative pubbliche della Confederazione, della molteplicità dei rapporti stabiliti con istituzioni ed enti pubblici e privati.

 

3. Fondi personali

L’Archivio confederale è arricchito dai fondi personali dei segretari generali e generali aggiunti della struttura fino alla Segreteria Trentin.

Fondo Renato Bitossi (1941-1969)

Il fondo conserva corrispondenza personale e documentazione riferibile alla attività politica e sindacale di Bitossi: discorsi, interventi, materiale in genere relativo anche alla sua presidenza della Fsm e dell’Inca. Le carte si presentavano raggruppate in fascicoli, alcuni con titolazione originale, altri frutto di un ordinamento precedente. Si è scelto di ordinarle in tre partizioni: Carte personali e corrispondenza, Attività sindacale e politica, Presidenza della Federazione sindacale mondiale

 

Fondo Luciano Lama (1962-1986)

Il fondo Luciano Lama si presentava discretamente ordinato, secondo un criterio che risultava frutto di un accurato lavoro di deposito della documentazione, all’interno di contenitori che potessero in qualche modo mantenere una certa coerenza interna, almeno per quanto riguardava la cronologia e, in generale, la natura delle carte conservate. Il lavoro di riordino, tenendo conto, evidentemente, del metodo storico attraverso cui il fondo si era venuto a creare nel tempo, ha diviso le carte in due grandi compartimenti: il carteggio e la documentazione relativa agli interventi di Luciano Lama come segretario generale della Cgil. Oltre a queste due aree, è stato rintracciato materiale diverso, di scarsa consistenza, ma di grande interesse storico (fotografie e materiale audio) che è stato raccolto in una serie posta in coda all’inventario e denominata Varie. Gli interventi sono stati divisi in cinque serie: la prima serie riunisce quelli che possono essere ricondotti ad una data precisa, giorno, mese ed anno, mentre la seconda quelli che, invece possono essere ricondotti ad un anno senza ulteriori specificità; la terza serie riguarda gli interventi che Lama fece presso il Pci e le strutture ad esso collegate e che in qualche modo sono stati raccolti secondo questo principio; la quarta elenca gli interventi svolti presso trasmissioni Rai, e anche in questo caso, si è tenuto conto del criterio con cui sono stati depositati in archivio (poiché resta evidente che interventi di Lama presso la Rai sono presenti frammisti al resto degli interventi ordinati per data o per anno); la quinta serie, infine, raccoglie vario materiale relativo ad interventi non meglio identificati. La documentazione informativa è stata raccolta nella serie Doc, e risulta di particolare interesse storico e politico, poiché contiene veri e propri dossier attraverso cui è visibile come l’attività di Lama riusciva a fondarsi su una consapevolezza documentaria profonda e accurata. Tutta la documentazione è raccolta oggi presso la sede Cgil di via dei Frentani, ed è dichiarata di notevole interesse storico; ma, per quanto riguarda l’accesso ad essa, va sottolineato che, considerata la recente cronologia (1968-87) e la natura spesso privata soprattutto della corrispondenza, resta limitato alla sola parte riguardante gli interventi di Luciano Lama.

 

Fondo Antonio Pizzinato (1982-1991)

La documentazione ben rappresenta le grandi fasi della vita professionale e politica di Antonio Pizzinato: i suoi incarichi nella Camera del lavoro territoriale di Milano e, successivamente, la sequenza ininterrotta di incarichi nella Cgil nazionale ricoperti tra il 1984 e il 1991. Il fondo conserva corrispondenza personale e documentazione riferibile alla attività politica e sindacale di Pizzinato: appunti, corrispondenza, interventi, discorsi, documentazione acquisita nell’esercizio delle proprie funzioni. Le carte si presentavano in origine raggruppate in fascicoli, alcuni con titolazione originale, altri frutto di un ordinamento precedente. Si è scelto di ordinarle in cinque serie rappresentanti le diverse fasi della attività sindacale del soggetto produttore. Le serie principali sono a loro volta suddivise in ulteriori partizioni. Le buste presentano numero di corda unico, mentre per quanto riguarda le singole unità archivistiche la numerazione riparte da 1 per ogni serie di riferimento. In caso di presenza di sottofascicoli, di essi è stata data la quantità e il titolo originale, se presente. All’interno del fascicolo la documentazione è organizzata in ordine cronologico, descritta in dettaglio e corredata da indici di ricerca che ne favoriscono la consultazione. La consultabilità dei documenti è subordinata alla legislazione archivistica corrente.

 

Fondo Bruno Trentin (1950-1995)

La documentazione è stata organizzata in 5 serie, raccogliendo il materiale secondo l’ufficio conservatore dei documenti. Le serie sono organizzate in sottoserie a loro volta sono suddivise in sottosottoserie o singole unità archivistiche, costituite da uno o più fascicoli o da singoli documenti. Alla serie 1) Ufficio studi economici Cgil segue la serie 2) Segreteria Fiom, Flm cui fanno eco le serie 3) Segreteria confederale, 4) Segreteria generale, 5) Appunti manoscritti senza data. Le due serie più consistenti sono quelle della Segreteria confederale e generale, all’interno delle quali la ripartizione delle sottoserie è la stessa: Atti e corrispondenza, Interventi e appunti, Materiali di lavoro e studi. Sul materiale è stata eseguita una schedatura a fascicolo e spesso, per la sottoserie Interventi e appunti, a documento, per rispettare la ripartizione eseguita da Trentin stesso. Per ogni singola unità archivistica sono stati indicati titolo del fascicolo, numero progressivo di corda riportato naturalmente anche sul fascicolo stesso, estremi cronologici, consistenza dei documenti, informazioni sul contenuto e sulle tipologie documentarie, eventuali osservazioni e segnalazioni. Viene indicata, quando presente, l’intestazione originale tra virgolette. All’interno del fascicolo le carte sono organizzate in ordine cronologico e descritte in dettaglio. Gli estremi cronologici sono stati riportati, tutte le volte che è stato possibile, nella forma completa (anno, mese, giorno). L’inventario è corredato da indici. La consultabilità dei documenti è subordinata alla legislazione archivistica corrente.

 

Fondo Agostino Marianetti (1966-1983)

Le carte sono state organizzate in 53 fascicoli contenuti in 18 buste e suddivise in tre serie: Atti, documenti e corrispondenza, Interviste, articoli e relazioni, Documenti e corrispondenza relativa alla corrente sindacale socialista. La consultabilità dei documenti è subordinata alla legislazione archivistica corrente.

 

Fondo Ottaviano Del Turco (1979-1993)

Il fondo è composto da documenti relativi all’attività sindacale e politica del soggetto produttore. Le serie (Articoli, Corrispondenza, Documentazione sindacale e diversa, Interventi, Interviste, Scritti e disegni, Segreteria Cgil, The Trilateral Commission, Varie) raccolgono, tra l’altro, articoli e interviste di Del Turco, interventi, documentazione diversa: appunti manoscritti e bozze di dichiarazioni e discorsi, bozzetti, schizzi e disegni, prefazioni e contributi per libri. La consultabilità dei documenti è subordinata alla legislazione archivistica corrente.

 

4. Federazioni e sindacati di categoria

Completano il corpus documentario piccoli fondi di federazioni e sindacati di categoria.

 

Federazione italiana lavoratori commercio e aggregati (1948-1957, bb. 18)

Il fondo Filcea conservato presso l’archivio storico nazionale della Cgil arriva dalla sede di Ariccia e raccoglie la documentazione prodotta e ricevuta dalla Federazione principalmente nel periodo dal 1948 al 1957, con sporadici documenti risalenti al 1947. Testimonia quindi in maniera viva e dettagliata proprio quel periodo denso di intese tra le federazioni di categoria di cui abbiamo detto e che porterà successivamente, nel 1960, alla nascita della Federazione italiana lavoratori commercio, albergo, mensa e servizi (Filcams) creata dalla definitiva fusione tra la Filcea e la Filam (e a cui nel 1974 aderirà anche la Filai), riuscendo dunque nel primitivo tentativo della Filcat. Le diciotto buste inventariate raccolgono documentazione priva di segnatura e di un titolario di riferimento, di un registro di protocollo che permetta di rilevare mancanze e di qualsiasi mezzo di corredo, ma che nella suddivisione in fascicoli rispecchia la classica organizzazione dell’attività sindacale. Principalmente serie che raccolgono materiale relativo allo svolgimento dei congressi nazionali e provinciali, la corrispondenza con la Cgil, le sedi provinciali e le altre federazioni di categoria, le circolari, il tesseramento e l’attività sindacale in senso stretto quali contratti nazionali, conglobamento, retribuzioni, scala mobile e indennità di contingenza, scioperi.

 

Sindacato musicisti italiani (1954-1982, bb. 24)

Il fondo rispecchia, di fatto, le competenze di un sindacato numericamente non molto rilevante ma certamente significativo. La struttura del materiale conferma le caratteristiche degli archivi sindacali che sono cioè da una parte quella di riflettere l’articolazione interna delle strutture, la loro evoluzione e le articolazioni delle attività sindacali e dall’altra quella di attestare il bisogno di documentazione dei funzionari nello svolgimento del proprio lavoro. Il materiale comprende in particolare i verbali delle riunioni degli organismi dirigenti, i documenti di base preparati per la discussione dei punti all’ordine del giorno degli stessi, le relazioni, gli studi, le ricerche e i documenti elaborati dalla struttura interna su tematiche specifiche, i testi degli accordi interconfederali e i contratti collettivi nazionali di lavoro, le proposte e gli interventi in sede di formazione delle leggi, le domande di adesione, i censimenti e le statistiche dei quadri dell’organizzazione, le circolari, gli appunti informativi, gli statuti, la documentazione relativa alle cariche sociali, la corrispondenza e ancora opuscoli, note, comunicati stampa, comunicazioni, promemoria e resoconti vari. Non è difficile trovare all’interno dell’archivio materiale non strettamente sindacale. Siano pubblicazioni o ritagli di esse, documenti di partiti o materiale relativo a campagne di solidarietà o eventi di particolare gravità.

 

Alla quantità di materiali sovra esposti, riordinati, inventariati e resi fruibili agli studiosi si aggiunge parte consistente del patrimonio documentario della Confederazione e non solo non ancora riordinato per ragioni funzionali diverse, ma in corso o in prospettiva di riordinamento.

L’Archivio, sito in Roma (Via dei Frentani 4c) è aperto alla consultazione degli studiosi dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00.

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