L’Archivio storico CGIL nazionale dalla carta al web

 

Una lettura degli archivi in senso orizzontale, con la possibilità di creare metacollezioni di consultazione e di lavoro per superare la frantumazione e la dispersione della documentazione sulla storia del Novecento: è questa la spinta all’adesione da parte dell’Archivio storico Cgil nazionale ad Europeana[1], biblioteca digitale che riunisce contributi da diverse istituzioni dei 28 paesi membri dell’Unione europea in 30 lingue.

Un’iniziativa per garantire l’accesso a contenuti digitali eterogenei: libri, film, dipinti, giornali, archivi sonori, mappe, manoscritti, archivi cartacei e fotografici.

Non una semplice pubblicazione di inventari informatizzati, ma un sistema informativo articolato, on line dal 2009, che punta alla valorizzazione di archivi pubblici e privati (prodotti e conservati da istituti culturali, imprese, banche, sindacati, associazioni, comunità religiose, singoli intellettuali o politici) attraverso l’adozione di criteri uniformi e metodologie comuni.

Un primo passo verso il superamento concettuale di una visione ‘chiusa’ dell’archivio concepito, nell’ottica dello sviluppo della rete, non più come insieme statico e autoreferenziale, ma nel suo rapporto dinamico con archivi complementari.

L’Archivio storico Cgil nazionale[2] partecipa al progetto con le serie Verbali degli organi statutari[3] e Circolari[4] e con il proprio patrimonio fotografico[5], con l’obiettivo di creare un ambiente favorevole al mondo digitale facilitando l’accesso degli utenti ad un ampio ventaglio di risorse dovunque e in qualunque momento.

Sono oggi a disposizione degli utenti in file digitalizzato allegato alla scheda documento tutti i verbali degli organismi dirigenti confederali e tutte le circolari confederali dal 1944 al 1986[6] e la Sezione fotografica fino alla Segreteria Lama.

 

Formatosi a partire dagli anni immediatamente successivi alla ricostituzione della Cgil unitaria, l’Archivio storico della Confederazione generale italiana del lavoro riceve nel 1980 dalla Sovrintendenza archivistica per il Lazio la dichiarazione di notevole interesse storico. Riceve una integrazione alla dichiarazione di notevole interesse nel 1998 ed un’ulteriore ed ultima integrazione nel 2011.

Raccoglie materiali che coprono un arco cronologico dal 1944 a ieri la cui consistenza ammonta a circa 12.000 buste per 1,5 km lineari.

Completamente riordinato, schedato e reso fruibile agli studiosi fino al 1986, l’Archivio è organizzato in sei serie principali a loro volta suddivise in ulteriori partizioni: Serie Congressi confederali, 1944-1986, fascc. 337; Serie Verbali degli organi statutari, 1944-1986, u.a. 1000 ca. (i verbali sono schedati analiticamente rilevando gli ordini del giorno, i presenti, gli eventuali documenti allegati); Serie Atti e corrispondenza della Segreteria generale, 1944-1986, fascc. 13064 (la serie, reale ossatura dell’Archivio confederale, raccoglie in modo strutturato e omogeneo la documentazione prodotta dalla Cgil nazionale nello svolgimento delle proprie competenze e attività. La documentazione è organizzata per anno sulla base dei diversi titolari di classificazione adottati negli anni dalla struttura confederale. Le carte sono riordinate, inventariate e consultabili); Serie Circolari, 1944-1986, u.a. 4057; Serie Uffici confederali, 1944-1993, fascc. 1150 ca.; Serie Convegni, conferenze, seminari, 1948-1986, voll. 202.

L’Archivio confederale è arricchito dai fondi personali dei segretari generali e generali aggiunti della struttura fino alla Segreteria Trentin.

Completano il corpus documentario piccoli fondi di federazioni e sindacati di categoria, anche fascisti, e l’Archivio del Centro studi e formazione sindacale di Ariccia.

Alla quantità di materiali sovra esposti, riordinati, inventariati e resi fruibili agli studiosi si aggiunge parte consistente del patrimonio documentario, della Confederazione e non solo, non ancora riordinato per ragioni funzionali diverse, ma in corso o in prospettiva di riordinamento.

La serie circolari offre nello specifico un interessante quadro dell’organizzazione confederale ed evidenzia momenti rilevanti della sua evoluzione. Si tratta di lettere circolari ciclostilate, raccolte e rilegate in volumi, inviate, a seconda dei casi, agli uffici confederali centrali, alle sedi periferiche e a sindacati e federazioni di categoria. La funzione è quella tipica di questa specifica tipologia documentaria e in particolare prevalgono gli aspetti organizzativi, amministrativi e propagandistici: intensa è l’attività legata all’organizzazione e gestione della raccolta fondi su iniziative particolari o durante la campagna di tesseramento annuale; sempre maggiore rilevanza assumono, nel corso degli anni, le iniziative volte alla definizione e regolamentazione dei rapporti organizzativi e amministrativi con federazioni e sindacati di categoria aderenti alla Confederazione; infine largo spazio è dedicato alla promozione e organizzazione di manifestazioni, eventi e iniziative diverse nell’ambito sindacale. Emerge con evidenza la lenta ma progressiva specializzazione delle competenze amministrative e politiche dei singoli organi e l’attività di controllo da parte della direzione politica sull’operato degli uffici confederali. La rilevanza della serie è apprezzabile sia dal punto di vista contenutistico che formale attraverso l’analisi di alcuni elementi registrati in fase di schedatura quali l’indicazione dell’ufficio emanante e di quello firmatario e dei destinatari.

La documentazione è organizzata in ordine cronologico, descritta in dettaglio e corredata da indici di ricerca che ne favoriscono la consultazione.

 

Acquisito da «Rassegna Sindacale» alla fine degli anni Ottanta e costantemente arricchito da nuove accessioni[7], l’Archivio fotografico della Confederazione comprende circa 5000 buste per un totale di 40.000 fotografie di argomento politico, storico – sociale, di storia del costume e della cultura in particolare italiana.

Le immagini, fedele cronaca dei cambiamenti del nostro Paese, coprono un arco temporale esteso, raccontando eventi, paesaggi, mutamenti sociali dall’inizio del Novecento. Si tratta di un notevole apparato iconografico costruito negli anni da «Lavoro», settimanale rotocalco della Cgil dal 1948 al 1962, poi da «Rassegna Sindacale», tuttora rivista della Confederazione[8].

L’Archivio presenta le caratteristiche tipiche di un archivio redazionale, connesso e finalizzato alla pubblicazione di un periodico di attualità sociale, politica e culturale. Attraverso le foto in esso conservate, molte delle quali uniscono al valore documentario un intrinseco valore artistico, è possibile avere il quadro dei momenti più significativi dell’attività della Cgil, ma anche di altre organizzazioni sindacali, della storia degli scioperi, delle manifestazioni, delle lotte per i diritti dei lavoratori, dei Congressi, cui parteciparono figure celebri del sindacalismo italiano ed estero. Per la qualità e quantità dei materiali conservati, per la specificità dei soggetti e la rilevanza dei fotografi rappresentati, l’Archivio fotografico Cgil nazionale è tra le massime raccolte fotografiche in ambito sindacale d’Italia. E’ stato negli anni oggetto di progetti per la conservazione, il restauro, la catalogazione scientifica e l’acquisizione digitale delle immagini per consentire una migliore fruibilità del patrimonio anche attraverso la consultazione a computer. Alla miniatura di ciascuna immagine viene abbinato un elenco di campi in formato testo ridotto, contenente i dati conosciuti tra quelli essenziali (titolo originale o assegnato, data cronica e topica, note alla data, cromatismo e polarità, collocazione, segnatura originale, fotografo o agenzia fotografica, descrizione, note e note sul contenuto, eventuali pubblicazioni). Ad ogni scheda vengono inoltre associate alcune parole chiave tratte da una lista d’autorità auto costruita, da utilizzare in fase di ricerca come filtri per selezionare le immagini all’interno del catalogo. Si è scelto di indizizzare, per ogni singola scheda, antroponimi, toponimi ed enti. Nel campo note vengono riportate le annotazioni a margine della foto, avendo digitalizzato esclusivamente il verso delle immagini. Rispetto agli argomenti scelti da «Lavoro» e da «Rassegna Sindacale», funzionali al lavoro quotidiano delle due riviste e senza alcuna pretesa di sistematicità, è stato elaborato un quadro di classificazione per materia che pur rispettando i temi originari ha teso a fornire una struttura organizzata per facilitare sia la fase di schedatura che quella di consultazione. L’elaborazione delle classi principali ha tenuto conto ovviamente degli argomenti già presenti; ogni classe è stata suddivisa in sottoclassi, in alcuni casi con partizioni ulteriori, necessarie rispetto sia alla quantità del materiale fotografico, sia per riorganizzare tematicamente le singole buste. Le principali classi sono: Cgil nazionale, Camere del lavoro, Federazioni di categoria e sindacati nazionali, Cgil-Cisl-Uil, Cisl-Uil, Guerra mondiale, Resistenza, Fascismo, Antifascismo, Problemi sociali e del lavoro, Infortuni sul lavoro, Fabbriche, Calamità naturali, Istituzioni, Partiti politici, Pace, Organizzazioni europee e internazionali, Paesi esteri, Personaggi.

 

Avere una visibilità web non è oggi soltanto importante, è fondamentale. La comunicazione moderna sta infatti gradualmente abbandonando i canali classici cui siamo ormai abituati per rivolgersi sempre di più a coloro che utilizzano la rete.

In questa prospettiva negli ultimi anni l’Archivio storico della Cgil e la sua Biblioteca hanno lavorato per rendere consultabili on line i propri materiali, conseguendo risultati importanti dei quali l’adesione ad Europeana costituisce solo una parte: l’inventario dell’Archivio storico è consultabile on line fino al 1986[9], è a disposizione degli utenti l’Archivio fotografico[10] della Confederazione, il catalogo della Biblioteca è consultabile in SBN, su ACNP è a disposizione degli utenti il catalogo dei periodici posseduti.

Dal 2010 l’Archivio storico Cgil nazionale aderisce ad Archivionline[11], progetto promosso nel 2003 dal Senato della Repubblica con l’obiettivo di creare un archivio unico virtuale del patrimonio documentale di personalità politiche, partiti, gruppi parlamentari e associazioni sindacali conservato presso l’Archivio storico del Senato e presso istituti e fondazioni. L’inventario dell’Archivio è anche consultabile anche attraverso Siusa e San[12].

 

Anticipato e in costante relazione con la più antica ed omonima pagina Facebook, il blog della struttura – La Cgil nel novecento (parzialmente riprodotto anche all’interno del quotidiano on line Rassegna.it in forma di rubrica) – vuole contribuire a far emergere un’altra storia della Cgil, che non è soltanto quella dei gruppi dirigenti, dei leader, delle grandi lotte e degli appuntamenti decisivi, dei documenti ufficiali, dei congressi e dei direttivi; ma è anche e soprattutto una storia dal basso, fatta di gente comune ed esperienze straordinarie, vissute nei territori e nei luoghi di lavoro.

Inaugurato nel novembre 2014, il blog suggerisce temi e momenti salienti della storia del sindacato, proponendo l’accesso diretto a documenti digitalizzati e risorse audiovisive presenti sul web passando dal serio al meno serio, tentando, quando possibile, di strappare anche un sorriso.

Una vetrina importante verso l’esterno, ma anche verso l’interno della struttura, essendo il blog funzionale a progetti di formazione a distanza.

La struttura del materiale posto al centro delle ricerche conferma le caratteristiche tipiche degli archivi sindacali, che sono da una parte quella di riflettere l’articolazione interna delle strutture, la loro evoluzione e le articolazioni delle attività, dall’altra quella di attestare il bisogno di documentazione dei funzionari nello svolgimento del proprio lavoro. Il materiale conservato dall’Archivio storico Cgil nazionale e reso pubblico attraverso strumenti comunicativi diversi comprende in particolare i verbali delle riunioni, i documenti di base preparati per la discussione dei punti all’ordine del giorno delle stesse, le relazioni, gli studi, le ricerche e i documenti elaborati dalla struttura su tematiche specifiche, i testi degli accordi interconfederali e i contratti collettivi nazionali di lavoro, le proposte e gli interventi in sede di formazione delle leggi, i censimenti e le statistiche dei quadri dell’organizzazione, le circolari, gli appunti informativi, la documentazione relativa alle cariche sociali e ancora corrispondenza, note, comunicati stampa, comunicazioni, promemoria e resoconti vari.

Una mole imponente e importante di documentazione che l’Archivio racconta anche attraverso le proprie mostre itineranti tra le quali segnaliamo, più recenti, Gli anni Sessanta, la Cgil, la costruzione della democrazia[13] e Luciano Lama, il sindacalista che parlava al Paese[14].

Attraverso le immagini della mostra Bruno Trentin, dieci anni dopo (inaugurata nel suo formato cartaceo a Lecce nella prima de ‘Le Giornate del lavoro’ della Cgil, il 15 settembre 2017, per ricordare Bruno Trentin a dieci anni dalla morte), l’Archivio storico Cgil nazionale è entrato a far parte di Google Arts & Culture, piattaforma tecnologica sviluppata da Google – disponibile sul web da laptop e dispositivi mobili, o tramite l’app per iOS e Android – per permettere agli utenti di esplorare opere d’arte, documenti, video e molto altro di oltre 1.000 musei, archivi e organizzazioni che hanno lavorato con il Google Cultural Institute per trasferire in rete le loro collezioni e le loro storie.

 

 

 

[1] http://www.europeana.eu/.

[2] Cfr. Ilaria Romeo, L’Archivio storico Cgil nazionale: storia, contenuto, struttura, in «Officina della storia», 10 gennaio 2011.

Si vedano anche Confederazione generale italiana del lavoro. Inventario dell’Archivio storico (1944-1957), I – II, a cura di Teresa Corridori, Susanna Oreffice, Cristiana Pipitone, Gianni Venditti, Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione generale per gli archivi, Roma 2002; Confederazione generale italiana del lavoro. Inventario dell’Archivio storico (1958-1969), a cura di Teresa Corridori, Gianni Venditti, Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione generale per gli archivi, Roma 2008; Confederazione generale italiana del lavoro. Inventario dell’Archivio storico (1970-1986), a cura di Teresa Corridori, Ilaria Romeo, Gianni Venditti, Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione generale per gli archivi, Roma 2011; I segretari della Cgil: da Luciano Lama a Bruno Trentin, a cura di Ilaria Romeo, Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione generale per gli archivi, Roma 2013 e Ilaria Romeo, Confederazione Generale Italiana del Lavoro. La segreteria di Luciano Lama tra documenti d’archivio e percorsi di ricerca (1970-1986), in «Officina della storia», 7 febbraio 2012.

[3] Archivio storico Cgil nazionale: disponibili on line i verbali degli organismi dirigenti confederali dal 1944 al 1986, http://storialavoro.wordpress.com/tag/cgil/.

[4] Disponibili online le circolari della Cgil dal 1944 al 1986,  http://storialavoro.wordpress.com/tag/cgil/.

[5] Ilaria Romeo, On line l’Archivio fotografico della Cgil nazionale, in «Il mondo degli archivi», 4 settembre 2013; si veda anche Ilaria Romeo, L’Archivio fotografico Cgil nazionale: contenuto, struttura, consultabilità, in «Officina della storia, 20 dicembre 2013 e Disponibile on line l’Archivio fotografico della Cgil, in http://storialavoro.wordpress.com/tag/cgil/.

[6] Verbali del Comitato direttivo, 1944-1986, u.a. 187; del Comitato esecutivo, 1947-1986, u.a. 97; del Consiglio nazionale, 1948-1957, u.a. 2,. Consiglio direttivo, 1960-1962, u.a. 2, Consiglio generale, 1965-1986, u.a. 21, Segreteria, 1944-1986, u.a. 700. Le singole unità documentarie sono organizzate in serie annuali e schedate analiticamente rilevando ordini del giorno, presenti, eventuali documenti allegati.

[7] Un importante versamento è stato ricevuto da «Rassegna Sindacale» nel gennaio 2017.

[8] Nel corso degli anni la Cgil ha poi acquistato raccolte specifiche relative a singoli personaggi (Fondo Bruno Trentin, Fotografo Piero Ravagli) o avvenimenti (Funerali Luciano Lama, Piero Boni,Vittorio  Foa, ecc.).

[9] http://151.1.148.212/cgil/.

[10] http://151.1.148.212/cgilfotografico/.

[11] http://www.archivionline.senato.it/.

[12] Schede in corso di aggiornamento.

[13] Cfr. Gli anni Sessanta, la Cgil, la costruzione della democrazia, a cura di Ilaria Romeo; prefazione di Susanna Camusso, Carla Cantone, Stefania Crogi, Ediesse 2016.

[14] Cfr. Luciano Lama: il sindacalista che parlava al paese, a cura di Ilaria Romeo; prefazione di Susanna Camusso, Ediesse 2016.

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