Rete degli archivi per non dimenticare: gli sviluppi del progetto e la realizzazione del portale tematico. Intervista alla coordinatrice Ilaria Moroni

Nel numero di luglio 2010 Officina della storia pubblicò un articolo con la recensione del convegno nazionale di maggio di quell’anno della Rete degli archivi per non dimenticare. Erano i primi tentativi della Rete di imporsi anche all’attenzione delle istituzioni, dopo che già da anni aveva avviato un attento e paziente lavoro di recupero del patrimonio archivistico a livello nazionale sulle tematiche di interesse del progetto e collaborato con molte scuole e università sul territorio.

In questi due anni molti ed importanti sono stati gli sviluppi del progetto della Rete degli archivi che ha visto crescere il numero dei soggetti aderenti, pubblici e privati, ed è riuscita a suscitare l’interesse delle istituzioni, primo fra tutti il Ministero per i beni e le attività culturali, dando il via ad una serie di collaborazioni volte a sostenere ed a incrementare il lavoro avviato e soprattutto, scopo principale del progetto della Rete fin dagli inizi, con il fine di rendere pubblica tutta la documentazione conservata e metterla a disposizione dei cittadini.

Per illustrare tutti gli sviluppi e le novità delle Rete, su tutti la realizzazione di un portale tematico on line, incontriamo Ilaria Moroni, coordinatrice della Rete degli archivi e direttrice del Centro documentazione Archivio Flamigni, capofila del progetto.

 

 

Ilaria, ripercorriamo brevemente le tappe del progetto…

Il progetto prende corpo nel 2005 grazie all’iniziativa del Centro documentazione archivio Flamigni, dà vita alla Rete con il convegno Archivi in rete per non dimenticare: terrorismo, stragi, violenza politica, movimenti e criminalità organizzata (Roma, 19 dicembre 2006) e si sviluppa con il sostegno, anche finanziario, dell’Archivio di Stato di Viterbo.

Alla Rete aderiscono alcuni Archivi di Stato e Soprintendenze Archivistiche e numerosi archivi privati, centri di documentazione e associazioni, che hanno lavorato per conservare e tutelare la memoria storica del nostro paese riguardo alle tematiche legate al terrorismo, alla violenza politica e alla criminalità organizzata.

Come nasce la collaborazione con la Direzione Generale per gli archivi e come si concretizza?

Il 7 maggio 2010 si è svolto, presso la sede dell’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario – Icpal –, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il convegno nazionale Fonti per una storia ancora da scrivere durante il quale sono stati presentati i risultati del censimento sulle fonti relative appunto alle tematiche di interesse del progetto, terrorismo, stragismo, violenza politica, criminalità organizzata e movimenti.

Il giorno successivo, in occasione della celebrazione del Giorno della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, il Presidente della Repubblica ha voluto che presentassimo il progetto al Quirinale.

Grande attenzione è venuta dalla Direzione Generale per gli Archivi del Ministero Beni Cultuali, che ha deciso di sostenere il progetto della Rete degli archivi per non dimenticare, dedicandogli un intero portale tematico (www.memoria.san.beniculturali.it).

Come nasce l’idea di realizzare un portale tematico?

L’idea di realizzare il portale all’interno del Sistema Archivistico Nazionale (SAN), nasce dalla volontà di valorizzare e rendere disponibili per un ampio pubblico le fonti documentali esistenti sui temi di cui si occupa la Rete.

Il portale Rete degli archivi per non dimenticare è stato inaugurato il 9 maggio 2011, nel corso della cerimonia del “Giorno della memoria”, tenutasi al Quirinale. A conclusione del suo intervento, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sottolineato come il portale «varrà a esigere e fare chiarezza, ne sono sicuro, […] perché l’Italia non dimentichi ma tragga insegnamenti e forza» dalle tragedie che si sono abbattute sul nostro Paese.

Grazie all’iniziativa e al coordinamento della Direzione Generale per gli Archivi, e alla collaborazione dell’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario–Icpal è stato possibile realizzare il portale che raccoglie non solo la memoria che c’è ma anche il patrimonio di buone pratiche, storie e percorsi, rendendo rintracciabili i tanti documenti esistenti anche al fine di incoraggiare il lavoro degli storici di oggi e di domani. L’aggiornamento costante del Portale, l’approfondimento e l’inserimento progressivo dei contenuti saranno possibili grazie alla convenzione firmata il 30 novembre 2011 con l’Archivio di Stato di Roma e il Centro documentazione archivio Flamigni.

Come si articola il Portale?

Il Portale documenta e approfondisce contenuti relativi a mafia, criminalità organizzata e violenza politica in Italia. Ha una homepage dinamica che viene costantemente aggiornata e diverse sezioni che documentano le attività di conservazione della memoria.

In particolare le sezioni passato e presente e per approfondire rappresentano la registrazione cronologica dell’insieme delle tensioni violente (dalla lotta politica al crimine organizzato) che hanno segnato la storia della Repubblica italiana. Si riportano, grazie al lavoro e all’attenzione di un importante comitato scientifico (http://www.memoria.san.beniculturali.it/web/memoria/portale/crediti), gli episodi di violenza che hanno dato luogo sia a omicidi intenzionali sia accidentali. Ne risulta un elenco vario e composito nel quale gli attentati “mirati” (di carattere politico o mafioso) e la strage preordinata e pianificata a scopo terroristico si alternano alla morte di persone che si trovavano per caso sulla scena del delitto, alla morte come conseguenza di scontri tra avversari politici, all’omicidio per scambio di persona, alla morte in seguito alla repressione di manifestazioni di piazza. Nella sezione per non dimenticare vengono raccolte, come in un vero e proprio archivio, tutte le iniziative realizzate (mostre, convegni, commemorazioni, intitolazioni,…) e la sezione didattica, interamente dedicata alle scuole e agli insegnanti, sarà presto arricchita con nuovi contenuti e proposte. La sezione muro della memoria serve a ricordare coloro che in Italia sono morti, dopo la nascita della Repubblica Italiana, per mano dei terroristi, degli stragisti, delle mafie e di coloro che usavano la violenza per fare politica. Ne vuole preservare e far conoscere i nomi, i volti, le vite.

C’è anche la possibilità di accedere alle fonti documentali?

Certo, il portale permette di rintracciare i fondi conservati negli archivi e di navigare tra i contenuti multimediali conservati nell’apposita sezione. Ovviamente tutto è in continuo aggiornamento e quindi lavoriamo affinché questo servizio migliori giorno dopo giorno…

Quali sono gli ulteriori obiettivi della Rete? Prospettive, progetti futuri, nuove collaborazioni….

La Rete degli archivi per non dimenticare sin dal principio ha sollecitato le istituzioni competenti in relazione ai seguenti obiettivi da realizzare:

–      richiesta di tempestiva pubblicazione di tutti gli atti e documenti delle Commissioni parlamentari d’inchiesta e garanzie di piena accessibilità a tali atti e documenti da parte di ricercatori e cittadini;

–      richiesta di corretta applicazione della normativa (art. 41 del codice dei Beni Culturali) relativa ai versamenti della documentazione prodotta dagli organi di Stato presso l’Archivio centrale dello Stato;

–      vigilanza e controllo per una piena e corretta applicazione della nuova normativa sul segreto di Stato (legge 124/07);

–      richiesta di uniformare i criteri di accesso ai documenti adottati dagli Archivi storici separati (archivi degli Organi Costituzionali, archivio del ministero Affari Esteri, archivi Militari) a quelli adottati dagli archivi di Stato;

–      digitalizzazione in tempi brevi della documentazione giudiziaria relativa ai processi per terrorismo, stragismo, fenomeni eversivi e criminalità organizzata, secondo linee guida e criteri elaborati da un’apposita commissione scientifica, sulla base dei progetti già avviati presso il Tribunale di Cremona;

–      richiesta di applicazione della legge 2 agosto 1982, n. 512 relativa al regime fiscale dei beni di rilevante interesse culturale.

Ci auguriamo di poter avere presto risposte in merito e soprattutto azioni concrete che possano portare ad una maggiore accessibilità ai documenti e una loro migliore fruibilità da parte di tutti, studiosi e semplici cittadini, per poter conoscere di più e più a fondo la storia del nostro paese.

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    By: Ilenia Imperi

    Dottore di ricerca in Storia d’Europa: società, politica, istituzioni, XIX–XX secolo, laureata in Lingue e Letterature Straniere e in Scienze della Comunicazione, si è dedicata negli ultimi anni allo studio dei mezzi di comunicazione di massa, approfondendo in particolare l’analisi del mezzo televisivo. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, con una tesi comparata tra ricerca storica e critica sociologica sulla ricostruzione del caso Moro attraverso i Tg della Rai.
    Collabora con la cattedra di Teorie e tecniche dei media presso il Disucom all’Università della Tuscia, con il Centro Documentazione Archivio Flamigni di cui è socia ed è membro del comitato scientifico della Rete degli archivi per non dimenticare.
    Ha pubblicato recentemente il volume Il Caso Moro: cronaca di un evento mediale. Realtà e “drama” nei servizi tv dei 55 giorni, Franco Angeli, 2016. Tra le altre sue pubblicazioni: I 55 giorni del caso Moro tra evento mediatico e ricostruzione storica, in Una vita, un paese. Aldo Moro e l’Italia del Novecento, a cura di Renato Moro e Daniele Mezzana, Rubbettino, 2014; La casa e il design nell’Italia degli anni Settanta. Un caso di studio: la rivista Casaviva, in Consumi e mass media, a cura di Francesca Anania, Bologna, Il Mulino, 2013 (pubblicazione PRIN 2008); Tra la pagina e lo schermo. E Unibus Pluram: un saggio di David Foster Wallace, Quaderni DiSCom – Riflessioni sull’Europa, Ed. Nutrimenti, 1/2009.

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    Il seminario: Dalla storia dei media ai media come fonti di storia
    La televisione: esperienza e forma della storia
    Officina della Storia Indice n. 13/2015

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